Con gli alpini al Castel
Tra gli innumerevoli presepi che si possono visitare in questi giorni in giro per la Valle Camonica ce n’è uno che ogni anno trova una differente collocazione a Berzo Demo. È il presepe del gruppo alpini di Berzo, realizzato con tanta cura e fantasia da Katia Bernardi e allestito, per il Natale 2024, in un luogo unico. È Bortolo Regazzoli a indicarcelo, sulla stradina che conduce al “Castel”. Così viene chiamata quella casa isolata, su un promontorio, in via Saredol, in territorio di Berzo Demo. All’interno della proprietà privata, concessa alle penne nere berzesi per il particolare allestimento, si trovano dei “tesori” che nemmeno ci si aspetta. A fare da cornice e a rendere più suggestivo il presepe ci sono, infatti, degli affreschi ben conservati, datati 1700, tra cui una Natività e il martirio di Santo Stefano. “L’immobile, posizionato sopra una rupe appena fuori dal centro abitato e, per una serie di fattori, quali la presenza nelle vicinanze di una sorgente, era già frequentato in epoca preistorica, ed è ipotizzabile che l’edificazione successiva sia avvenuta valorizzando i resti di un antico manufatto” conferma Regazzoli, che sul “Castel” sta conducendo una serie di ricerche, scaturite anche dal lavoro di digitalizzazione degli archivi di Berzo Demo. Resta da stabilire con certezza a chi fosse appartenuto il maniero: si pensa a dei proprietari facoltosi, che avessero la possibilità di investire nell’arte. Regazzoli sostiene: “Fin dal Medioevo ma soprattutto a cavallo fra il ’500 e il ’600 e nei secoli successivi, si sono costituiti grandi patrimoni immobiliari in Valsaviore, dove le famiglie Rizzi, Zendrini e Panzerini hanno dimostrato grande dinamismo nell’accumulare ingenti proprietà, specialmente nella zona che va da Capo di Ponte a Malonno”. Addentrandosi nel presepe si entra così anche nella storia, fra le mura del “Castel”.
Questo aspetto ha affascinato anche gli alpini di Berzo, guidati dal presidente Tullio Ramponi, che hanno approfittato dell’ospitalità della proprietaria e, dopo aver pulito la stanza, hanno deciso di creare un semplice, ma caratteristico angolo per la loro Natività. I lenzuoli bianchi sono la neve, sopra la quale camminano gli alpini. Statuine di media grandezza fatte di stoffa, che altro non sono che i soldati della Guerra bianca, in Adamello durante il cessate il fuoco per il Santo Natale. Tra fucili, un cannone, proiettili e granate, con ancora indosso la divisa mimetica, i soldati si dirigono verso la capanna, posizionata sotto a una finestra di legno che filtra la luce naturale, su una stoffa di colore rosso. Il bambinello accoglie gli alpini - pastori e prega con loro perché tutte le guerre finiscano. Un messaggio quanto mai attuale, in quest’epoca di conflitti in varie parti del mondo, che Bortolo, da poeta di lungo corso, ha fissato in alcuni versi: “Troppi ne sono morti stremati dal gelo, oltre l’umana sopportazione, il loro urlo, portato dal vento, ci chiama, invoca, grida: desta l’uomo che c’è in te, ferma il tempo e fissa la dimora del Natale”. Il presepe di Berzo rimarrà visitabile fino all’8 gennaio. Chi volesse approfondire la storia del “Castel” e degli affreschi ha due possibilità per la visita guidata: il 24 dicembre, prima della Messa delle 22.30 (ritrovo alle 20.30), e il pomeriggio del 26 dicembre alle 15. Per la visita libera il “Castel” è aperto ogni giorno.
