William Vezzoli, anno 70
Nella sede dell'Associazione Artisti Bresciani – AAB, sito in Vicolo delle stelle, 4, Brescia, sabato 23 alle 18, sarà inaugurata la mostra: “William Vezzoli – anno 70" a cura di Giovanna Galli. Vezzoli ha un lunghissimo curriculum espositivo, ha partecipato a molti concorsi ricavandone vittorie e soddisfazioni, ha presentato le sue opere in tante e prestigiose sedi. Per l’AAB è un onore che abbia scelto la nostra associazione per una mostra che celebra il traguardo personale dei 70 anni e quello artistico del mezzo secolo di attività. La soddisfazione è accresciuta dalla qualità dell’allestimento che Vezzoli ha ideato, voluto e dalla stagione straordinariamente feconda della sua creatività che le opere in mostra documentano e celebrano.
“Un viaggio attraverso i tempi accidentati che ci è dato vivere, è un racconto – o meglio, una lettura poetica – che ricorre a materiali scabri, ruvidi, aridi, che predilige scarti anonimi e occasionali dell’era industriale che qui acquistano una forza narrativa inedita quanto suggestiva. Il tocco dell’artista ha la capacità di fare rivivere questi materiali poverissimi caricandoli di senso, traghettandoli verso nuovi significati e schiudendo a noi nuovi orizzonti”, dichiara Massimo Tedeschi, presidente dell’associazione artisti bresciani.
La curatrice Giovanna Galli racconta come dagli anni Duemila l’artista si è allontanato dalla figurazione e da una tecnica tradizionale non più sufficienti ad esprimere la complessità del suo universo interiore. La bellezza della natura e la sua rappresentazione mimetica potevano solo in parte compensare un bisogno espressivo più articolato, che necessitava di una diversa decodifica. Ha fatto dunque proprio un linguaggio informale, contaminato dalla pulsione ambivalente verso l’astrazione e il simbolismo, mediati dal talento grafico e cromatico, e verso l’attaccamento alla realtà e alla verità del mondo degli oggetti, come misura dell’umano entro cui collocare la sua narrazione.
Giuseppe William Vezzoli nasce a Sarezzo nel 1954. Il precoce amore per l’espressione artistica lo conduce ad affiancare allo studio e al lavoro, sin dalla più tenera età, anche la pittura. William Vezzoli è autore di una nuova pittura che considera il reale nel concetto che lo fa apparire, nel continuo uso di monocromie senza interventi che l’autodefiniscano, e poi l’oggetto che però non firma in sé per sé, allontanandosi dal Dada ma restando come riferimento, perché integra nel suo lavoro creativo l’apporto dell’era industriale come contributo a un diverso mezzo espressivo.