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di IMMA LASCIALFARI, PRESIDENTE ANSI BRESCIA 24 feb 2025 15:12

Ridisegnare il futuro per cancellare il passato

Ridisegnare il futuro per cancellare un passato oscuro. E’ questo il senso dell’unione di forze tra Ansi, Associazione Nazionale Scuola Italiana, e Multiversity, che raggruppa le università telematiche UniPegaso, Mercatorum e San Raffaele, nell’iniziativa che, ricordando Giulia Tramontano e il suo piccolo Thiago ha inteso offrire ad alcune giovani donne una nuova prospettiva di vita, dopo anni di violenze domestiche.

Si è tenuta nei giorni scorsi, nel salone Bevilacqua, la cerimonia di consegna di quattro borse di studio, per un intero ciclo universitario, ad altrettante donne che per uscire dalla loro situazione di grave difficoltà hanno trovato il coraggio di rivolgersi ai Centri Antiviolenza delle associazioni Butterfly e Rete di Daphne, che le hanno assistite nel percorso di recupero della loro libertà e della loro indipendenza.

Si tratta di giovani donne, di età compresa tra i 20 e i 32 anni, che, vittime in famiglia di violenze psicologiche e condizionamenti economici, non hanno potuto completare il loro percorso di studio. Ansi e Multiversity, con sensibilità e lungimiranza, hanno così dato loro un aiuto per spezzare definitivamente catene che le tenevano legate a una vita di assoggettamento e priva di dignità.

A dare maggiore valore alle borse di studio è stata l’intitolazione a Giulia Tramontano e al piccolo Thiago che teneva in grembo, morto con lei per la brutalità di un compagno violento. Durante la cerimonia Maria Veronica di Napoli, portavoce della famiglia Tramontano, ha letto il messaggio che i genitori di Giulia, papà Franco e mamma Loredana, hanno tenuto a inviare per ringraziare dell’iniziativa, ma soprattutto per auspicare un futuro senza violenza.

Prima della consegna delle borse di studio alle rappresentanti dei Centri Antiviolenza (le giovani donne non erano presenti per questioni legate alla loro sicurezza), la cerimonia è stata scandita dai saluti istituzionali e dagli interventi di relatori autorevoli, moderati da Roberta Morelli e introdotti da Imma Lascialfari, presidente di Ansi Brescia, che ha sottolineato come l’iniziativa sia innanzitutto un tributo a Giulia Tramontano e a tutte le donne che, come lei, hanno visto la loro vita spezzata dalla violenza.

“Attraverso la nostra associazione, con la disponibilità di Multiversity, - spiega Raffaele Bonanni, presidente nazionale Ansi - volevamo dare un segno per la vita delle persone. Abbiamo così attivato un percorso che potesse anche far riflettere per andare alla radice del problema della violenza di genere e aiutare la comunità in questo cammino di crescita, verso la civiltà. Il nostro contributo è un granello, ma tanti granelli possono fare la differenza”.

“E’ un’iniziativa in cui crediamo fortemente – spiega Giovanni Ricevuto, referente di Multiversity – che permetterà a quattro giovani donne di vedere in modo più sereno il loro futuro. La cultura ha una valenza poliedrica perché rappresenta uno strumento fondamentale per il superamento di situazioni lontane dal vivere civile. Attraverso la cultura si impara il rispetto per il prossimo e si acquisiscono saperi e competenze per creare una professionalità che diventa opportunità per trovare l’autonomia e la capacità di progettare la propria esistenza, slegandosi, come in questo caso, da vincoli inaccettabili. L’intitolazione a Giulia e Thiago Tramontano vuole essere la sollecitazione per tutte le donne in difficoltà a trovare il coraggio di riprendere in mano la propria vita. Anche per questo siamo profondamente grati alle istituzioni che, con la loro presenza, questa mattina ci hanno fatto sentire la loro vicinanza, in una condivisione di intenti a beneficio di donne bisognose di un aiuto concreto. Riuscire a creare una rete di protezione e supporto, unendo le forze, può segnare una svolta importante contro la violenza di genere”.

Importanti le sollecitazioni arrivate nel corso della mattinata. La Consigliera di Parità della Regione Lombardia, Anna Maria Gandolfi, rivolgendosi ai ragazzi della Scuola Bottega (di cui è anche referente), presenti in sala, li ha richiamati alle loro responsabilità di rispetto reciproco. Ha evidenziato la necessità degli insegnanti di avere strumenti adeguati per affrontare questa tematica. Ma ha anche lanciato un appello alle famiglie perché ritornino ad assolvere al loro ruolo educativo, senza delegarlo in via esclusiva alla scuola.

La docente di UniPegaso, Orietta Vacchelli, ha insistito sulla necessità di sostituire la cultura della violenza con la cultura del rispetto, valorizzando lo studio come possibilità di riscatto personale ed emancipazione.

Significativo l’intervento della psichiatra Sarah Viola che ha posto l’accento sul fatto che la punizione non basta, perché non è un deterrente. Bisogna innanzitutto fare prevenzione tra i giovani e insegnare loro a bastarsi da soli, superando insicurezza e disistima. Ma ha lanciato anche un appello, per colmare un vuoto legislativo. “Uno psichiatra non può solo guardare certe situazioni, con la consapevolezza che possano degenerare. Quando c’è la scena del crimine, è troppo tardi. Vorrei poter contare su una legge che consenta di intervenire per aiutare chi sta male e salvare chi rischia di morire”.

Nel corso della mattinata hanno portato il loro saluto l’onorevole Simona Bordonali, l’assessore regionale Claudia Terzi, l’assessore del Comune di Brescia Anna Frattini, l’avvocato Marcello Ferrari, mons. Daniele Faita, delegato del Vescovo, e il tenente Elena Barone, in rappresentanza del Sesto Stormo dell’Aeronautica Militare.



IMMA LASCIALFARI, PRESIDENTE ANSI BRESCIA 24 feb 2025 15:12

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