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Brescia
01 mar 2025 21:24

Carceri: nulla cambia

Sono passati due mesi dal discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha richiamato tutti al rispetto della dignità di ogni persona e dei suoi diritti anche per chi si trova in carcere. Ma nulla è cambiato. Ecco perché i Garanti regionali, provinciali e comunali delle persone private della libertà, hanno indetto per il 3 marzo una mobilitazione nazionale: "Abbiamo il dovere di agire qui e ora. C’è un silenzio assordante da parte della politica e della società civile sul carcere. Chiediamo soluzioni giuridiche immediate sia alla politica che all’Amministrazione penitenziaria attraverso provvedimenti che riducano il sovraffollamento e migliorino le condizioni di vita dentro le carceri. Alla società civile chiediamo invece una sensibilità che superi la visione carcero centrica".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Luisa Ravagnani, garante a Brescia delle persone private della libertà: "È solo dall’ascolto dalle parole di chi vive il carcere (operatori, detenuti, volontari) che si può cogliere l’estremo livello di sofferenza ingiustificata ormai raggiunto. Abbiamo bisogno di trovare soluzioni, possibilmente rapide e che
prescindano il più possibile da pregiudizi fonte di risposte magari efficaci nel breve ma controproducenti nel medio e lungo periodo".

Ecco le richieste

L’approvazione urgente di misure deflattive del sovraffollamento per chi deve scontare meno di un
anno di carcere. Siamo convinti altresì che occorre al più presto promuovere una norma per l’aumento
dei giorni di liberazione anticipata speciale, prevedendo uno sconto di ulteriori 15 giorni a semestre.
2. L’accesso alle misure alternative ai detenuti, in particolare per quei 19.000 mila che stanno scontando una pena o residuo di pena inferiore ai tre anni e si trovano in una posizione di poter accedere.
3. L’attuazione della circolare sul riordino del circuito della media sicurezza per quanto riguarda la
chiusura delle sezioni ordinarie (DAP circ. n. 3693/6143 del 18 luglio 2022), visto che la maggior
parte dei detenuti si trova a trascorrere circa 20 ore in celle chiuse. È necessario garantire diverse
attività trattamentali: progetti di inclusione socio-lavorativa, attività culturali, ricreative, relazionali.
4. Garantire l’affettività in carcere. La Conferenza nazionale dei Garanti territoriali si chiede come la
politica, i singoli direttori delle carceri, i magistrati di sorveglianza, intendono agire per l’attuazione
della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2024 in tema di tutela del diritto all’affettività delle
persone detenute e del diritto a colloqui riservati e intimi (senza controllo visivo). Occorre da subito,
aumentare le telefonate e le videochiamate, soprattutto in casi specifici, perché questo rappresenta un ulteriore modo per tutelare l’intimità degli affetti dei detenuti. Inoltre, occorre che la Magistratura di Sorveglianza si impegni ad aumentare i giorni di permesso premio per i ristretti.
5. Superamento circolari dei P.R.A.P. che restringono l’acquisto, il possesso e la ricezione di oggetti e
generi alimentari. Si fa riferimento in tali circolari a un elenco di generi alimentari ed oggetti non
consentiti all’ingresso, ma acquistabili al sopravvitto con prezzi maggioritari.

01 mar 2025 21:24

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