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Brescia
di REDAZIONE 26 feb 2025 08:01

Brescia studia il fenomeno delle gang giovanili

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Si è tenuto ieri il convegno “Aggregazioni giovanili e spazi urbani. Sfide e opportunità di un approccio interdisciplinare”

Negli ultimi anni la città di Brescia ha dedicato un crescente interesse verso il tema del disagio giovanile, con una particolare attenzione al tema delle aggregazioni e dei reati di gruppo. Più molte i media locali negli ultimi anni hanno spazio al racconto di gruppi di minorenni, o appena maggiorenni, anche di diverse etnie, che si rendono responsabili, in pieno centro, di reati verso coetanei, soggetti più vulnerabili o verso l’ambiente urbano. Sempre più spesso si sente parlare di “baby gang” o “gang giovanili”. Nella maggioranza dei casi questi fenomeni si collocano al di fuori dei contesti della criminalità organizzata, anche se, talvolta, non manca l’impiego di un rilevante livello di violenza nelle condotte illecite poste in essere dai ragazzi e dalle ragazze. 

A Brescia questo fenomeno è circoscritto prevalentemente ad alcune piazze e aree cittadine. Si tratta di un fenomeno complesso, che richiede uno sguardo prospettico proveniente da diversi saperi: da quello-giuridico a quello criminologico, psicologico, sociologico, culturale e antropologico; per tale motivo l’amministrazione comunale si è interrogata sull’approccio più idoneo da riservare a questo fenomeno. 

Queste e altre considerazioni sono emerse ieri nel convegno “Aggregazioni giovanili e spazi urbani. Sfide e opportunità di un approccio interdisciplinare” organizzato dal Comune di Brescia in collaborazione con il Forum italiano per la sicurezza urbana. Quello ospitato nella sala del Camino di Palazzo Martinengo delle Palle è stato un momento di approfondimento per restituire alla città quanto emerso da due ricerche accademiche sul fenomeno in territori contigui, come quello lombardo ed emiliano romagnolo, ed offrire una panoramica su quanto le amministrazioni locali hanno messo in atto di recente in materia.

Brescia, come hanno avuto modo di raccontare la sindaca Laura Castelletti e l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Valter Muchetti, ha scelto di coinvolgere nello studio del fenomeno i diversi settori comunali che operano nell’ambito della realtà giovanile, costituendo un tavolo di lavoro intersettoriale in grado di mettere in rete conoscenze e competenze differenti e tuttavia accomunate dalla capacità di valutare e contestualizzare adeguatamente il fenomeno. 

Si è quindi messo in rete il patrimonio di informazioni disponibili che vanno dai dati in possesso della Polizia Locale a quelli dei Servizi Sociali così come alle possibili strategie e progettualità attivate in passato o attivabili dal settore politiche educative anche grazie al confronto con altre realtà cittadine ove si sono evidenziate problematiche non dissimili. 

Un accordo di collaborazione sottoscritto con il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia è stata avviata un’analisi approfondita dei dati in possesso, che ha restituito alla città una precisa fotografia della devianza giovanile nel territorio bresciano. Una fotografia che, come è stato ribadito più volte nel corso della mattinata, che mette in luce una complessità del fenomeno insito nel disagio e nella devianza giovanile che esige una multidisciplinarietà di approccio da adottarsi quale strategia di intervento, che non può certo esaurirsi nelle attività di carattere repressivo, e che deve, invece, configurarsi come proposta sinergica tra tutti gli attori, compresi quelli non istituzionali, della comunità locale.

Il convegno è stato anche occasione per dare conto delle messe in campo dal Comune di Brescia, attraverso il Comando di Polizia Locale, per comprendere e affrontare il complesso fenomeno: dall’intensificazione di servizi controllo e prevenzione della Polizia Locale, oltre alla capillare attività di indagine in occasione di alcuni fatti significativi, all’attività di rielaborazione dei comportamenti devianti negli adolescenti e pre-adolescenti coinvolti in fatti salienti portati all’attenzione del Comando nella primavera del 2023 nella zona est. Tra le azioni ci sono il già ricordato accordo di collaborazione con Università degli Studi di Brescia e la costituzione di un tavolo di lavoro intersettoriale sul disagio giovanile (Polizia Locale, Servizi Sociali e Politiche Educative). Non meno importante è stato il lavoro di sensibilizzazione nelle scuole cittadine sui temi dell’educazione alla legalità e la sperimentazione di una nuova progettualità sul tema “Aggregazioni giovanili e possibili declinazioni devianti”, che verrà sviluppata a partire dal prossimo mese di marzo. Agli ufficiali del Comando di Polizia Urbana, in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, è stata proposta una formazione specifica sul tema delle aggregazioni per approfondire il tema, restituire la ricerca condotta e raccogliere proposte e suggerimenti per mitigare il fenomeno e per la co-costruzione di eventuali future linee di intervento.

La mattinata si è poi conclusa con la presentazione di quanto emerso da due ricerche accademiche sul fenomeno in territori contigui, come quello lombardo ed emiliano romagnolo, per offrire una panoramica su quanto le amministrazioni locali hanno messo in atto di recente in materia

REDAZIONE 26 feb 2025 08:01

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