lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Trento
di REDAZIONE ONLINE 04 lug 2016 00:00

Europei montagna: Dematteis, due gemelli dal “cuore” d’oro

Una bella storia di sport e amore fraterno, agli Europei di corsa in montagna, che ha visto protagonisti i gemelli Dematteis, tesserati con la società Corrintime di Darfo

La montagna sorride ai bresciani. Ad Arco di Trento la scorsa settimana Sara Bottarelli è salita sul terzo gradino del podio agli Europei di corsa in montagna. Il presente e il futuro dell’atletica bresciana continua a mietere prestazioni eccellenti. Per la saretina, classe 1990, il bronzo europeo si aggiunge al titolo italiano già conquistato sulle lunghe distanze. Brescia potrà dire la sua per molti anni, basti pensare che nella categoria junior, è arrivato anche uno splendido argento con Giulia Zanne (Atl. Brescia 1950). E in campo maschile i gemelli Martin e Bernard Dematteis hanno dominato la scena e hanno conquistato rispettivamente l’oro e l’argento.

I pluricampioni Dematteis sono tesserati con la società Corrintime di Darfo. Per l’Italia in bacheca anche l’oro a squadre sia maschile che femminile e due argenti a squadre per la categoria junior. All’arrivo al traguardo Bernard Dematteis era in testa, ma ha aspetta il gemello Martin, correndo insieme gli ultimi metri di gara, lascia a lui la vittoria con un pensiero e una dedica speciali: “Avevo un sogno, arrivare sul traguardo con mio fratello gemello Martin − racconta Bernard − . Nei giorni scorsi ho immaginato la scena e quando mi sono ritrovato a viverla ho sentito dentro di me una tempesta di emozioni. E alla fine è maturata naturalmente la sensazione di aspettare Martin e arrivare insieme a lui, un passo dietro di lui. Per me ha molto più valore questo che non una vittoria con 20 secondi di vantaggio, come già successo a Gap nel 2014 (quando Bernard fu oro e Martin bronzo, ndr). Non l’ho fatto perché si dica che sono generoso o altruista, ma solo perché in questo preciso momento sentivo che doveva essere così”.

Per Martin, che ha perso il figlio Matteo pochi mesi fa, l’oro continentale rappresenta “un’autentica rinascita sportiva, in salita ho pensato per tutto il tempo a Matteo e a tutte le persone care che mi hanno dato la forza per fare tutto questo, oggi e nei mesi passati”.
REDAZIONE ONLINE 04 lug 2016 00:00