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Rovato
di SERGIO ARRIGOTTI 20 apr 09:30

Macogna senza lieto fine?

La battaglia contro la discarica è ancora in corso: i Comuni di Travagliato, Rovato e Berlingo si sono rivolti al Consiglio di Stato

Sono passati due anni dal 12 aprile 2015, dal giorno in cui iniziò pubblicamente la lotta contro la discarica Macogna e più di 5000 persone parteciparono alla prima manifestazione a Berlingo. Dopo due anni la battaglia è ancora in corso, un nuovo capitolo legale si è aperto, e nuovi ricorsi per la discarica Macogna sono stati presentati. Una storia che non è finita. Perché riguarda la delicata partita della salute dei cittadini e della salubrità dell’acqua che tutti bevono e utilizzano. Così, falliti i numerosi tentativi effettuati con il Tar, le Amministrazioni di Travagliato, Rovato e Berlingo, riunite in una triplice alleanza, si sono rivolte al Consiglio di Stato. “Vogliamo fare tutto quello che è in nostro potere” ha dichiarato il sindaco di Travagliato, Renato Pasinetti, “per i nostri cittadini e per tutelare la salute di tutti”. I tre comuni hanno dato mandato ai legali Francesco Trebeschi e Luisa Nordio, di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la bocciatura da parte del Tar di Brescia della richiesta di sospensiva dell’attività all’interno della Macogna. Attività tra l’altro non ancora partita, nonostante le autorizzazioni regionali e provinciali concesse, proprio per la necessità di implementare la rete di monitoraggio dei piezometri attorno all’ex cava.

Necessari per comprendere fino in fondo l’impatto degli sversamenti sulle falde acquifere sottostanti. Un’altra novità. Ma ora è intervenuta una novità che è potenzialmente foriera di una accelerazione. Il primo di aprile la Ddr, la società di San Paolo titolare della discarica ha ceduto l’attività ad una nuova società, la Eredi Compagnia nazionale Srl d+i Montichiari, tramite affitto di ramo d’azienda relativo proprio all’impianto di conferimento da 1,3 milioni di metri cubi. Un passaggio che preoccupa non poco i Macognari e gli amministratori locali. Dice Matteo Abeni del Comitato No Macogna: “Se hanno agito in questo modo è evidente che hanno intenzione di cominciare a sversare i rifiuti a breve”. Afferma Cristina Bellini, sindaco di Berlingo: “Siamo stupiti e perplessi per questo passaggio. Anche perché il rappresentante legale della nuova compagine, una Srl con 10mila euro di capitale sociale, è un geometra di soli 25 anni privo di esperienza nel settore. Vorremmo capirne di più”. Cazzago San Martino. Intanto un altro ricorso al Consiglio di Stato è stato presentato autonomamente dal Comune di Cazzago, sul cui territorio insiste la discarica.

Mentre il Comitato No Macogna ha raccolto più di 700 firme di cittadini in calce ad un esposto presentato ai Carabinieri di Cazzago San Martino. Chiede di far luce sul persistere a fondo cava di acque meteoriche e del rischio pericolato. È da più di un mese che i macognari aspettano notizie. Se non arriveranno sono pronti ad altre azioni legali. “Comunque sia la cosa che deve essere chiara” dicono “è che le proprietà e le gestioni possono anche cambiare ma non il nostro impegno e la nostra determinazione nel non permettere che il nostro territorio venga distrutto ulteriormente.”

SERGIO ARRIGOTTI 20 apr 09:30