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Carpenedolo
di MARIO FERRARI 01 dic 10:01

Una devozione che ha radici antichissime

Una lunga storia lega i carpenedolesi al Santuario dell'Immacolata del Castello

A Carpenedolo la devozione a Maria Immacolata Madonna del Castello è molto radicata e sentita, tramandata di generazione in generazione. In modo particolare gli abitanti del paese sono legati al loro Santuario dedicato all’Immacolata Concezione che viene onorata l’8 dicembre di ogni anno con grande partecipazione.A questa festa viene collegata la Fiera del Torrone.

Va ricordato che la comunità della cittadina dei carpini ha onorato l’Immacolata Concezione circa trecento anni prima del proclama del dogma da parte del Papa. Infatti si legge: “Nell’anno 1748 la comunità di Carpenedolo, rappresentata da sessanta uomini del Generale Consiglio, con particolare voto si consacrò all’Immacolata concezione, e a perpetuo ricordo ordinò una grande tela con annessa una particolare iscrizione…” Quindi una devozione che vien da molto lontano.

Il parroco don Franco Tortelli per l’occasione ha voluto rivolgere un saluto riportato sul libretto ufficiale della Fiera del Torrone,  spiegando il significato e l’origine della Festa. La comunità religiosa ha previsto per il prossimo 8 dicembre il seguente programma: la novena dell’Immacolata da mercoledì 29 novembre a giovedì 7 dicembre ogni giorno feriale alle 7.30, alle 9 e alle 18.30 con introduzione alla Messa con breve rito di preghiera di Novena.

L’8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria che è compatrona del paese, S. Messe con orario festivo e alle 11 Santa Messa solenne al Santuario del Castello. Le origini del Santuario della Madonna del Castello, un gioiellino del ‘700, sono assai remote e si devono far risalire certamente all’antica cappella che doveva esistere anche nel castello di Carpenedolo.

Una fede popolare radicata alla base di molte famiglie che vedono nella figura della Madonna una grande protettrice. Va ricordato che Carpenedolo attribuisce alla Madonna del Castello il salvataggio del paese, come riportato nel libro di don Emilio Spada, in due momenti storici importanti: durante la prima guerra di indipendenza quando la borgata doveva essere distrutta dalle truppe austriache al comando del maresciallo Radetzki come rappresaglia per la morte di una famiglia di un ufficiale medico tedesco, ma con l’intervento attribuito alla Madre Celeste fu risparmiato. Infatti l’allora parroco don Brescianini dopo aver pregato intensamente la Madonna rivolse la supplica in ginocchio con le lacrime agli occhi al comandante che stava per dare ordine di aprire il fuoco e questi alzò gli occhi verso la statua che ancora oggi appare nell’alto del Santuario e vide che la Vergine Santissima stendeva le braccia in avanti in segno di protezione. Intimorito il comandante capì l’errore che stava per compiere, e rivoltosi all’Arciprete disse: “Siete fortunati, perché avete la Signora che vi protegge”. 

MARIO FERRARI 01 dic 10:01