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di MASSIMO VENTURELLI 18 mag 09:14

Servizio civile: e le motivazioni?

Ora si torna a parlare di una possibile obbligatorietà e la memoria, anche nel clima di soddisfazione generato dalla affermazioni del ministro Pinotti, non può non andare a ciò che questa indicazione finì con provocare nella stagione d’oro del servizio civile

L’apertura del ministro della Difesa Pinotti su ritorno all’obbligatorietà di un servizio civile ha suscitato grande attenzione. Le parole pronunciate a margine dell’adunata nazionale degli alpini hanno avuto una grande eco e sono arrivate anche a Brescia città che, il 26 maggio prossimo, ospita “Reunion”. La Caritas ha pensato, a 40 anni dalla legge del 1977 che in Italia ha istituito il servizio civile alternativo alla leva obbligatoria, di invitare i 3.000 che nel Bresciano ha accompagnato a vivere questa esperienza. Le discussioni sull’utilità del servizio nel cammino di formazione alla vita di tanti giovani non si sono mai sopite. Le aperture del ministro le hanno soltanto rinfocolate. C’è stato chi ha applaudito ricordando, però, che alla fine ogni scelta chiede di essere supportata da risorse economiche, la cui mancanza, in questi anni, ha consentito solo a 400mila giovani su un milione che ne hanno fatto richiesta, di poter vivere l’esperienza del servizio civile.

Ora si torna a parlare di una possibile obbligatorietà e la memoria, anche nel clima di soddisfazione generato dalla affermazioni del ministro Pinotti, non può non andare a ciò che questa indicazione finì con provocare nella stagione d’oro del servizio civile. Per tanti giovani che allora scelsero questa strada con convinzione, nella certezza che un’alternativa pacifica al servizio militare potesse essere di aiuto alla costruzione di un mondo migliore (e molti di questi saranno sicuramente tra i protagonisti della “Reunion” bresciana), ve ne furono molti che usarono l’obbligatorietà per ritagliarsi un servizio a proprio uso e consumo. Per molti il servizio fu di pochi mesi, magari sulla porta di casa, e senza preoccuparsi troppo delle incombenze loro assegnate. Già era obbligatorio, che almeno fosse il più leggero possibile, con buona pace delle motivazioni di tanti che, invece, quella scelta l’abbracciarono con convinzione. Non sarebbe bello se il ritorno all’obbligatorietà comportasse anche un ripresentarsi di tante distorsioni che fecero male al servizio civile.

MASSIMO VENTURELLI 18 mag 09:14