lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb tw gplus yt left right up down cloud sun
di ADRIANO BIANCHI 26 ott 09:54

Senza togliere nulla ai Santi...

C’è voluto poco per scatenare il putiferio di tv e giornali sul furto sacrilego al Santuario di Montecastello a Tignale dove sono state rubate le reliquie con il sangue di San Giovanni Paolo II e i frammenti ossei del beato Jerzy Popieluszko

C’è voluto poco per scatenare il putiferio di tv e giornali sul furto sacrilego al Santuario di Montecastello a Tignale dove sono state rubate le reliquie con il sangue di San Giovanni Paolo II e i frammenti ossei del beato Jerzy Popieluszko. La notizia, vecchia di qualche giorno e rilanciata dal Bresciaoggi, ha catturato l’attenzione di Rai, Mediaset, La7 e Sky per arrivare ai quotidiani nazionali e locali. Il parroco che dal pulpito, qualche giorno fa, aveva lanciato l’appello a restituire le reliquie si è trovato a gestire in un attimo una ressa mediatica pari forse solo a quella per i furti della reliquia del cervello di san Giovanni Bosco o della lingua di sant’Antonio da Padova. A ben vedere il furto di Tignale, per la tipologia di reliquie, non può essere messo a confronto con quelli avvenuti a Colle don Bosco o alla Basilica del Santo a Padova.

Le reliquie di Tignale sono un dono certo prezioso per quella comunità cristiana, richiesto in Polonia e concesso dal card. Dziwisz (ex segretario del Papa polacco), ma potremmo definirle “comuni” rispetto a quelle “insigni” di cui detto sopra. Molte altre simili sono sparse in tutto il mondo, fors’anche in reliquiari più preziosi di quelli trafugati (che paiono essere il vero interesse dei ladri). Pertanto nulla di materialmente rilevante è stato tolto a Montecastello. Molto è stato tolto alla devozione di quel popolo che si sente ferito quando si toccano i propri santi o quelli le cui testimonianze che sono ancora vive nel cuore di chi li ha conosciuti e amati. Ma allora, come si giustifica l’interesse abnorme dei media? C’è da dire che l’immaginario collettivo che tv e giornali hanno della Chiesa, dei cristiani e della loro fede resta sostanzialmente, nonostante il Concilio, per lo più miracolistico, quasi “medievale”. Fa più notizia una Madonna che appare o un furto sacrilego che la Chiesa che raduna 1200 delegati a Cagliari per le Settimane sociali sul lavoro. Senza nulla togliere ai santi, forse è la fede dei “fanti” (gli uomini comuni) che andrebbe meglio raccontata.

ADRIANO BIANCHI 26 ott 09:54