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di GIANLUCA MANGERI 02 mar 2017 08:49

Obiezione di coscienza

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Cosa sta succedendo alla medicina? Il Presidente dei medici cattolici italiani, Filippo Boscia, dice che è in crisi. Penso che sia vero, ma che sia una crisi di riflesso: riflette cioè una crisi della società che è una crisi culturale e soprattutto spirituale

Continua lo scontro e la polemica sul bando di concorso riservato a medici nono obiettori di coscienza per procurare aborti all’Ospedale San Camillo di Roma. È chiaro che si tratta di un atto illecito e discriminatorio. La legge 194 all’articolo 9 prevede infatti l’obiezione di coscienza. Perché i medici obiettori dovrebbero essere esclusi da un concorso pubblico? La medicina non è forse nata per la vita? Ippocrate, grande medico dell’antichità, nel suo “Giuramento”, scritto nel 400 avanti Cristo, affermava: “Non fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l’aborto”. Cosa sta succedendo alla medicina? Il Presidente dei medici cattolici italiani, Filippo Boscia, dice che è in crisi. Penso che sia vero, ma che sia una crisi di riflesso: riflette cioè una crisi della società che è una crisi culturale e soprattutto spirituale. Il medico perde così il gusto di veder fiorire la vita che nasce, di aiutare a farla crescere, di accompagnarla con stupore, di dare fiducia a genitori smarriti per aiutarli ad aprire orizzonti di speranza. Tuttavia se da una parte questo fatto di cronaca mette in evidenza l’aspetto negativo della crisi, dall’altro fa emergere anche aspetti positivi. Il primo: la maggior parte dei medici è a favore della vita infatti 7 su 10 in Italia si rifiutano di asservire una mentalità di morte.

Il secondo: ci sono tanti medici che non solo si rifiutano di procurare l’aborto, ma lottano ogni giorno per promuovere la vita con tante modalità che purtroppo non fanno notizia. Mi ha colpito particolarmente quello che sta facendo la neonatologa Elvira Parravicini, brianzola, ma che lavora in America e si occupa di “bambini terminali”, piccoli che non vivranno a lungo dopo la nascita. Il suo “comfort care” permette loro di essere curati ed amati in tutti gli istanti della loro breve vita. I genitori potranno così stringerli a sè, coccolarli ed essere accompagnati e sostenuti dall’equipe medica. Anche al “Gemelli” il prof. Giuseppe Noia ha messo a punto delle cure simili e fondato un’associazione “la quercia millenaria” che si occupa di questi bambini e dei loro genitori. Quanti medici operano poi all’interno del Movimento per la Vita e quanto lavoro fanno ogni giorno nel silenzio migliaia di operatori volontari all’interno di questo benemerito Movimento che ogni anno in Italia salva dall’aborto 10mila donne insieme ai loro bambini. Un altro elemento positivo che questo fatto di cronaca può richiamare è che tutti possiamo fare qualcosa per promuovere la Vita. Ricordo qualche anno fa un dialogo con un “clochard”, Roger, il quale mi diceva di far parte di una associazione a favore della vita. Mi è venuto spontaneo chiedergli: “E tu cosa fai?”.

La sua risposta: “Quando l’associazione ha dei casi difficili me lo fa sapere ed io prego e digiuno perché la mamma non abortisca”. È quello che possiamo fare tutti. Pregare, digiunare, offrire disagi e sofferenze sia per i genitori che stanno per prendere o hanno preso la decisione di abortire, ma anche per sostenere i medici che faticosamente lottano contro una mentalità di morte e per altri che invece operano per la morte perché possano essere toccati dallo Spirito e trovare un gusto alla vita che hanno perso. La risposta di Roger potrebbe essere un ottimo stimolo per vivere una Quaresima che sia “sale” per dare più sapore alla nostra e a tante vite.

GIANLUCA MANGERI 02 mar 2017 08:49