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di LUCIANO PACE 09 nov 08:52

La scuola, nel segno della verità

Il 24 ottobre scorso circa 200 studenti dell’Istituto Mantegna, accompagnati da qualche professore, hanno vissuto per il terzo anno consecutivo una camminata alla scoperta dei luoghi sacri delle religioni della città di Brescia

Il 24 ottobre scorso circa 200 studenti dell’Istituto Mantegna, accompagnati da qualche professore, hanno vissuto per il terzo anno consecutivo una camminata alla scoperta dei luoghi sacri delle religioni della città di Brescia. L’iniziativa, promossa dall’insegnante di religione cattolica Antonio Viceconte e dal Dirigente scolastico Giovanni Rosa, ha avuto una grande eco sulla stampa locale.

Di fronte ad un evento simile potrebbero sorgere sia atteggiamenti di plauso sia di sospetto, a seconda di come si interpreti il rapporto fra la fede cattolica e le altre tradizioni religiose. Nella comunità cristiana, infatti, le sensibilità sono diverse. C’è chi sostiene, per esempio, che iniziative di questo tipo sono segni di speranza per i nostri tempi: speranza di comunione fra uomini e donne di religioni diverse. C’è, invece, chi guarda a queste iniziative con qualche lieve timore. Infatti – alcuni si interrogano – non c’è il rischio che iniziative simili diventino forme di comunione che indeboliscono la fede della Chiesa in Gesù Cristo piuttosto che promuoverla? In particolare, non sarebbe meglio favorire la fede della Chiesa (anche come insegnanti di religione) avendo il coraggio di sostenere che i non credenti in Cristo si stanno sbagliando, piuttosto che dialogare amichevolmente con loro? Fin dall’origine della Chiesa, quando le sensibilità della comunità ecclesiale erano in disaccordo, il Concilio è stato il luogo in cui provare ad individuare una linea condivisa, secondo quello che lo Spirito Santo ispirava. Come è noto, rispetto al rapporto fra i cristiani e i fedeli di altre tradizioni religiose, il documento del Concilio Vaticano II a cui la Chiesa odierna fa riferimento resta la Dichiarazione Nostra Aetate. Al numero 2 di questo documento i padri conciliari affermano che “La Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo” nelle altre tradizioni religiose. Questa piccola affermazione è di grande importanza e potrebbe essere così interpretata. Siccome in quanto fedeli cattolici siamo convinti per fede che la Verità di Dio sia Gesù Cristo, ogni volta che in una religione diversa scopriamo segni e barlumi “di quella verità che illumina tutti gli uomini”, abbiamo di fronte segni concreti della presenza di Cristo. In questo senso il dialogo con chi non condivide la fede della Chiesa, e che pur ricercasse la verità in quanto umano, è il modo che noi cristiani abbiamo di incontrare e onorare Cristo all’esterno dei nostri confini di appartenenza.

LUCIANO PACE 09 nov 08:52