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Brescia
di ADRIANO BIANCHI 09 giu 15:32

Dove i ragazzi si sentono a casa

Zitti, zitti gli oratori bresciani hanno rimesso in moto anche quest’anno la grande macchina del grest. Da mesi fervono i preparativi. In non poche parrocchie i corsi animatori iniziano ormai nei mesi invernali. Mentre languono, infatti, i gruppi “adolescenti” in versione classica basta la parola “Grest” e subito si riaccende l’entusiasmo

Zitti, zitti gli oratori bresciani hanno rimesso in moto anche quest’anno la grande macchina del grest. Da mesi fervono i preparativi. In non poche parrocchie i corsi animatori iniziano ormai nei mesi invernali. Mentre languono, infatti, i gruppi “adolescenti” in versione classica basta la parola “Grest” e subito si riaccende l’entusiasmo, la voglia di esserci, di mettersi al servizio, di stare in oratorio. È il momento il cui l’oratorio ritrova la sua vocazione di essere “casa delle giovani generazioni”.

Perché i ragazzi non smettono di avere bisogno di spazi che siano loro? Capita anche in rete. Come leggere , ad esempio, la fuga degli adolescenti da Facebook? Troppi adulti. I ragazzi sono migrati dal social network più diffuso al mondo a Instagram o Snapchat dove gli adulti non ci sono... Non capita anche negli oratori? Quando la percezione che “quella casa”, nata per loro, non è più loro se ne vanno. Gli adulti in oratorio sono importanti, ma nella misura in cui restano dietro le quinte, a servizio dei piccoli. Ecco allora che il Grest, l’ultimo spazio dove non ci sono adulti e genitori troppo invadenti, resta l’esperienza più amata dai ragazzi. In un tempo di sinodo sui giovani perché non pensarci? Appunto... detto, fatto!

ADRIANO BIANCHI 09 giu 15:32