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Milano
di MASSIMO VENTURELLI 15 mar 08:12

La Regione vara il fattore famiglia

Approvata ieri in consiglio regionale, con il solo voto della maggioranza che sostiene Maroni, la legge che istituisce un indicatore che integra l'Isee e prevede meccanismi di premialità per i nuclei familiari

Il Fattore famiglia lombardo è legge. Con 40 voti a favore, 12 contrari e 17 astenuti il Consiglio regionale ha infatti approvato il provvedimento che istituisce il nuovo indicatore reddituale che integra l’Isee introducendo meccanismi di premialità per le famiglie. Come ha spiegato in Aula il relatore, Alessandro Colucci (Lombardia Popolare) il Fattore famiglia influirà su servizi sociali, servizi scolastici e di formazione ("per favorire la libertà di scelta educativa"), trasporto pubblico locale, servizi al lavoro e abitazione. In fase di prima applicazione l’indicatore troverà immediata applicazione nel Buono scuola e buono libri della Dote Scuola, per i progetti di inserimento lavorativo, nei contratti di locazione a canone concordato (ad eccezione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica), nel trasporto pubblico locale. “Si tratta di una buona legge che risponde ad un bisogno sentito in Lombardia e che incoraggia le famiglie ad investire per il futuro – ha detto il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo –. Uno strumento in grado di considerare i bisogni dei nuclei familiari che devono essere sostenuti attraverso criteri chiari che incentivino la natalità, tenendo conto anche delle situazioni di bisogno e di fragilità che tante famiglie lombarde vivono”. “Da domani in Lombardia andremo a ristabilire una maggiore equità nel trattamento delle famiglie riconoscendo il ruolo centrale e indispensabile che compiono per la società e il mantenimento del sistema Paese - ha sottolineato il relatore Alessandro Colucci -. Nell’erogazione dei servizi e nella costruzione delle graduatorie, infatti, non ci limiteremo a valutare la sfera economica e patrimoniale ma riconosceremo i reali carichi di cura e assistenza che la famiglia svolge nei confronti dei suoi componenti dai figli ai disabili senza dimenticare gli anziani non autosufficienti”. Per rientrare nel parametro e poterne così usufruire, la legge individua tutta una serie di “filtri”, primo tra tutti quello che prevede che solo i soggetti dei nuclei familiari in regola con il pagamento delle imposte regionali potranno accedervi. Rispetto al testo uscito dalla Commissione Bilancio, l’Aula ha accolto alcuni emendamenti che hanno aggiunto per i nuclei familiari altri parametri essenziali senza i quali non è possibile richiedere i benefici previsti dalla legge: l’avere ottemperato all’obbligo scolastico per i minori, non avere occupato abusivamente negli ultimi 5 anni appartamenti o terreni pubblico o privati  e, nel caso di genitori separati, rispettare il pagamento del contributo per il mantenimento dei figli disposto dal provvedimento dell’Autorità giudiziaria.

Il Fattore Famiglia valuterà il numero dei componenti del nucleo familiare - tenendo conto anche del patrimonio mobiliare e immobiliare, della situazione reddituale e anche patrimoniale (posseduta anche all’estero). Si terrà poi conto anche della presenza di persone con disabilità o non autosufficienti. Vengono inoltre introdotti elementi di priorità per le famiglie che hanno un mutuo per l’acquisto della prima casa, per l’anzianità di residenza in Lombardia, per la presenza di persone anziane, per le madri in accertato stato di gravidanza e con i minori in affido. Per il 2017 vengono stanziati 1,5 milioni, cui si aggiungono corrispondenti risorse per il 2018 e il 2019. "Regione Lombardia si dota di uno strumento innovativo che permetterà di avere un quadro più dettagliato della posizione economica delle famiglie allo scopo di erogare sempre maggiori servizi a chi ne ha realmente bisogno". Queste le dichiarazioni dell’assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia Francesca.  "Con questo strumento che affianca l'Isee nazionale - ha detto proseguito- riusciremo ad avere una visione ancora più completa e garantire l'accesso ai servizi erogati da Regione Lombardia e dagli altri Enti del Sistema regionale, con una maggior equità sociale". "Il Fattore Famiglia - ha precisato Brianza - troverà immediata applicazione per quanto riguarda la 'Dote Scuola', i progetti per l'Inserimento Lavorativo, contratti di locazione a canone concordato e il Trasporto pubblico locale". "Questo nuovo strumento - ha concluso l'assessore Brianza - introduce importanti elementi di priorità per le famiglie che vanno dalla presenza di mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale, all'anzianità di residenza in Regione Lombardia e tiene conto dalla presenza di persone anziane, non autosufficienti, disabili o delle madri in stato di gravidanza garantendo un sostegno concreto dal punto di vista socio-economico alle situazioni di vulnerabilità".

Sulla proposta di legge approvata in Consiglio regionale è intervenuto anche il consigliere Pd Gianantonio Girelli: “Ci siamo astenuti perché pur essendo per il sostegno alle famiglie (a tutte le famiglie, soprattutto a quelle che hanno maggiori fragilità) crediamo che questo provvedimento, del quale condividevamo il principio, sia soltanto una legge bandiera, vuota, superflua e inadeguata che non cambierà la vita delle famiglie lombarde perché incapace di incidere integrando i criteri Isee nazionali con altri bisogni. La norma finanziaria è insufficiente, ai principi non seguono proposte concrete e misure strutturali, infine la legge di fatto affida una delega in bianco alla Giunta. L’unico fatto positivo è l’attenzione che, grazie a un emendamento Pd, verrà riservata anche alle famiglie monoparentali che, manco a dirlo, la maggioranza aveva escluso”. “Si tratta di una legge importante – ha spiegato, invece, Fabio Rolfi, Lega Nord – che istituisce un indicatore della situazione reddituale e che potrà servire per garantire condizioni migliorative, con diverse applicazioni future, come quelle relative agli ambiti sanitari, sociali e socioassistenziali, o anche per il sostegno circa l'accesso all'abitazione principale e per i servizi scolastici. Il principio che sottende questa legge è quello di aiutare le nostre famiglie lombarde in modo più equo rispetto al passato. In questo senso è certamente corretto sostenere come sia giusto che chi ha un numero di figli maggiore vada aiutato in maniera adeguata e ciò assume un valore ancor più significativo se considerato nell’ottica di contrastare la pesante crisi demografica che anche la nostra Lombardia sta vivendo. Da notare come siano stati inseriti criteri interessanti, quali l’anzianità di residenza o la presenza di un mutuo sulla prima casa e ancora la presenza di disabili e persone anziane”. Di legge che manifesta una pochezza politica disarmante hanno parlato invece i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. “Maroni e la sua maggioranza – si legge in una nota diffusa dopo il voto dell’assemblea regionale - si rivenderanno la paternità di grandi politiche a difesa della famiglia. In realtà questa legge, che impegna 1 milione e mezzo di euro quest'anno, è una presa in giro: avrà un impatto inesistente ma purtroppo illuderà le famiglie. Maroni deve spiegare cosa se ne fa una famiglia di un'elemosina di 10 euro all'anno per l'abbonamento al trasporto pubblico”.

MASSIMO VENTURELLI 15 mar 08:12