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di GIANMARIA SPAGNOLETTI 30 giu 08:56

Charlie: non possiamo tacere

Ormai “a furia di tacere, il mondo è marcito”, come diceva S. Caterina. Facciamo crollare questo regime totalitario prima che sia troppo tardi

Charlie Gard deve morire. È questo il responso della Corte Europea per i Diritti Umani (!) che ha decretato la sospensione delle cure per il bimbo inglese di 6 mesi affetto da una malattia rara. Da diverse settimane i genitori erano impegnati in una battaglia legale con l’ospedale pediatrico londinese di Great Ormond Street perché speravano di poter portare Charlie negli Stati Uniti, dove una cura per la malattia è attualmente allo stato sperimentale e sembra dare buoni risultati. Per potersi pagare il viaggio e le spese mediche, Chris e Connie Gard avevano avviato una raccolta fondi su internet, riuscendo a raccogliere la ragguardevole somma di 1,3 milioni di sterline. Ma pochi giorni fa è stato emesso il verdetto definitivo che non lascia speranze: l’ospedale deve togliere i supporti vitali, spegnendo ogni residua speranza di sopravvivenza per il bambino. Tutto questo avviene nell’indifferenza generale dei mass-media e delle autorità (anche in Italia) più inclini a fare “campagne” per salvare un cane, che non un “cucciolo” di uomo.

Questa è l’Unione Europea del 2017: un insieme di Stati sul modello sovietico, dove un Comitato Centrale decide autonomamente contro il parere di milioni di cittadini, che anzi devono rassegnarsi a obbedire supinamente alle sue imposizioni. Non è certo l’Europa unita che sognavano i nostri padri e nonni, quando le macerie della Seconda guerra mondiale fumavano ancora: una unione concorde di popoli dove tedeschi, inglesi, francesi, italiani potessero guardarsi in faccia senza doversi sparare addosso. Eppure eravamo stati avvertiti. Il dissidente russo Vladimir Bukowskij, che passò anni nei GuLag sovietici (e che anni fa fu ospite della Cooperativa Cattolico-Democratica di cultura proprio a Brescia), ha spesso parlato senza mezzi termini di una evoluzione in stile “sovietico” della UE, con capi auto-eletti, burocrazia elefantiaca e autoritarismo sostenuto dalla minaccia dell’uso della forza militare o finanziaria.

A distanza di pochi anni si può dire che la realizzazione di questa profezia sia sotto gli occhi di tutti: la UE si dimostra inerte quando sarebbe necessario agire di fronte a guerre (come in Siria), salvo poi trasformarsi in un Baal-Moloch inflessibile quando si tratta di comandare i propri cittadini (o “sudditi”?). Ora è crollata anche l’ultima barriera etica: il super-stato ha cominciato a decidere chi deve vivere e chi deve morire. Questo è l’imbocco di un piano inclinato che può solo andare di male in peggio. Infatti, se il metro per decidere quanto una vita sia degna di essere vissuta è la salute, o l’efficienza fisica, allora guai a noi, guai a tutti noi quando saremo vecchi, malati e infermi: forse interverrà rapidamente un giudice che, nel nostro “migliore interesse”, decreterà la soppressione – naturalmente nel pieno rispetto delle leggi.  Ecco il risultato del rifiuto delle radici cristiane dell’Europa, il cui riconoscimento era stato invocato fortemente da Giovanni Paolo II: il soffocamento delle libertà individuali da parte di un organismo che, sulla carta, afferma di tutelarle. E inoltre, la perdita del riconoscimento di valore della sofferenza, di cui il Cristianesimo è portatore da due millenni. Speravamo in un organismo che unisse le genti; invece ci siamo svegliati sotto una dittatura al servizio di un solo dio (il nichilismo), pronta a ucciderci, a partire da Charlie Gard, piccolo Cristo in Croce condannato a morte senza colpe, eccetto quella di non essere sano. L’unico modo per uscirne è una ribellione, non violenta, delle persone ancora veramente libere. È dovere dei cristiani, e in particolare dei Sacerdoti, non tacere ma anzi gridare la verità con cento lingue. Ormai infatti “A furia di tacere, il mondo è marcito”, come diceva S. Caterina. Facciamo crollare questo regime totalitario prima che sia troppo tardi.

GIANMARIA SPAGNOLETTI 30 giu 08:56