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Botticino
di SERGIO ARRIGOTTI 03 ago 14:01

Renzi: Il partito che sogno

Ospite nel Bresciano, il segretario del Pd Renzi ha raccontato il suo partito, un partito europeista che faccia da argine ai populismi

Il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi quest’anno ha fatto tappa alla Festa provinciale dell’Unità di Botticino Valverde, nell’ambito del tour di presentazione del suo ultimo libro Avanti che lo sta portando ogni sera in una piazza diversa d’Italia.

Accolto da un pubblico numeroso ed entusiasta, schierati nelle prime file tutti i big del Pd bresciano, Il libro (andato interamente venduto in ogni sua copia portata alla festa, e in fine serata introvabile anche nelle scorte dello stand della Libreria Rinascita)) è stato in realtà l'occasione per tenere un vero e proprio comizio e per anticipare i temi e i toni che attraverseranno la campagna elettorale delle prossime elezioni.

Che Pd si presenterà dunque al giudizio degli elettori?

Un partito “convintamente europeista”, ma che proprio per questo non avrà paura a denunciare le storture e le inefficienze dell’Europa, e a battere i pugni sul tavolo se occorrerà per rivendicare il suo giusto diritto. il diritto alla crescita economica e non all’austerità soprattutto.

Un partito argine contro i populismi. Alternativo alla Lega e alternativo ai Cinque Stelle. Lontano dalle loro demagogie. Dalle pulsioni sovraniste della Lega. E da quelle antipolitica dei grillini. Accusati entrambe di fare pura propaganda, ma di concludere poco.

Un partito impegnato sul tema epocale dell’immigrazione ad affrontare concretamente le sfide dell’integrazione e dell’accoglienza. Tra solidarietà e possibilità. Convinto che la legge sullo Ius Soli sia necessaria e da approvare. E che i profughi siano da salvare tutti, ma che non li si potrà accogliere tutti. E che quindi debbano essere trovate soluzioni a monte condivise dalla comunità internazionale.

Un partito convinto di avere proposto e fatto approvare provvedimenti di sinistra, a favore dei diritti civili e dei bisogni economici delle fasce più deboli, e che rivendica i provvedimenti di sostegno al reddito, ai lavoratori, alle pensioni, agli imprenditori e le riforme proposte per rendere il Paese più ricco di opportunità, e non di assistenzialismo.

Un partito però che rischia di andare da solo alle prossime elezioni, che a partire dalla mancata determinazione della legge elettorale e quindi dal modello di voto, non sta costruendo un sistema di alleanze stabili con nessuno. Mentre sta invece perdendo pezzi. Aperto alla collaborazione con molti, ad esempio “con chi vorrà abbassare le tasse” dice Renzi, ma senza davvero impegnarsi in tal senso. E che quindi rischia molto.

La platea ha molto gradito la narrazione di Renzi, sottolineando con frequenti e fragorosi applausi i passaggi più significativi di un intervento che ha dimostrato di condividere in toto. Il popolo del Pd di Botticino era sicuramente tutto per il segretario.

SERGIO ARRIGOTTI 03 ago 14:01