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Roma
di MASSIMO VENTURELLI 23 mar 2017 08:20

In cammino oltre la paura ed egoismi

Intervista all'europarlamentare Luigi Morgano sulle celebrazioni previste a Roma, sabato 25 marzo, in occasione del 60° anniversario della firma dei trattati che istituirono la Cee e l'Euratom, in un momento in cui in Europa, dopo l'attentato di ieri a Londra, torna la paura

Sabato 25 marzo Roma , blindata da misure di sicurezza rese ancora più stringenti dopo l’attentato di ieri a Londra (un uomo al volante di un suv si è scagliato sulla folla sul ponte che conduce  a Westminster, il palazzo del parlamento, uccidendo quattro persone prima di essere a sua volta freddato da un poliziotto, ndr) e dall’annunciata presenza nella capitale di “antagonisti” in arrivo da tutta Europa per una loro manifestazione, accoglie i leader europei per le celebrazioni messe in campo per ricordare il 60° anniversario della firma dei trattati per la Costituzione della Comunità economica europea (Cee) e quello della Comunità europea dell'energia atomica (Euratom).

Le preoccupazioni della vigilia, però, non fanno venire meno l’importanza dell’incontro che, nelle intenzioni degli organizzatori, non è soltanto un momento celebrativo, ma occasione per una ripartenza del progetto di un’Europa unita che, soprattutto negli ultimi anni sembra avere segnato il passo sotto la spinta di egoismi più o meno accentuati di diversi Stati membri. Sull’appuntamento del 25 marzo e sui suoi significati “Voce” ha intervistato Luigi Morgano, eurodeputato bresciano.

On.le Morgano, l’Unione europea si appresta a ricordare i 60 anni dalla firma dei trattati di Roma nel pieno di quella che, probabilmente, è la fase più critica della sua storia. A Bruxelles e nelle altre sedi delle istituzioni europee c’è questa consapevolezza?

Assolutamente sì. La percezione, che emerge parlando con i colleghi in Parlamento, e non solo, è che stiamo vivendo uno dei momenti più critici e incerti. Il futuro dell’Unione Europea, la sua sicurezza, la sua prosperità, il suo ruolo sul piano geopolitico internazionale e il suo essere culla prediletta della cultura delle libertà e della democrazia, e dello stato di diritto sono conquiste che oggi sono contrastate dalle varie versioni dei “venti” populisti e neo-nazionalisti, che soffiano sul nostro continente, ma anche altrove.

Il futuro dell’Unione dipenderà proprio dalla capacità dei 27 Stati membri di superare gli egoismi nazionali, di rimanere uniti, capaci di agire insieme nell’affrontare le sfide che hanno dinanzi, in particolare la Brexit, la crisi economica, che non è tuttora superata, le difficoltà a dare una risposta alle problematiche legate ai flussi migratori. La celebrazione dei Trattati di Roma potrà essere l’occasione, se colta nel modo opportuno, per ricordare ai cittadini e ai leader europei l’importanza del valore fondante dell’unione nella diversità, grazie al quale - da più di sessant’anni - i cittadini europei godono di pace e prosperità. Una ricorrenza per ricordare i risultati ottenuti e soprattutto per riflettere sul futuro che si vuole costruire per l’Unione.

È possibile aspettarsi, in questa stagione di difficoltà, uno scatto d’orgoglio per riportare la “macchina europea” su quella strada indicata dai padri fondatori e segnata da passaggi importanti come i già citati trattati del 1957?

Ascoltando il Presidente Jean-Claude Juncker introdurre gli scenari per il futuro dell’UE, riportati nel Libro Bianco della Commissione, devo ammettere che mi attendevo da parte dell’Esecutivo un’indicazione più decisa sulla strada da percorrere. Nondimeno, questo Libro Bianco pone le basi per un dibattito aperto e informato sul futuro dell’Europa, più che mai necessario in questo momento: un dibattito in cui mi auguro siano protagonisti i cittadini, non solo i cosiddetti “addetti ai lavori”.

Per superare alcune resistenze, serve la forza dell’opinione pubblica. Non a caso, lo stesso Libro Bianco riporta una citazione tratta dalla Dichiarazione Schumann del 1950: l’Europa non sarà creata tutta in un momento, ma sarà il risultato di passaggi successivi che avranno come primo risultato la creazione di un vincolo di solidarietà tra i cittadini europei.

Seguendo Schuman, per dare questo scatto d’orgoglio e riportare l’Unione sulla strada indicata dai padri fondatori, il primo passo da fare consiste nel rafforzare quel vincolo di solidarietà che sta alla base dell’Unione.Sul piano politico questo, come ricordato dal presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, tutto questo si traduce col rimettere al centro del dibattito e dell’agenda europea un’attenzione particolare alla questione sociale, con la consapevolezza che un’Europa che sta ferma è destinata a tornare indietro.

Dal di dentro, ritiene possibile il raggiungimento di un’Europa dei popoli o dovremo “accontentarci” di quella dei mercati e dell’economia?

Credo che nessuno voglia veramente un’Europea dei soli mercati e della sola economia. Non a caso, la sfida che abbiamo di fronte oggi consiste piuttosto nello scegliere tra un’Europa degli Stati e un’Europa dei cittadini, delle persone; non a caso, come scrisse Jean Monnet, la finalità dell’Europa non è coalizzare Stati, ma unire uomini. In questo senso, le prime importanti risposte le avremo con le ormai prossime elezioni in Olanda, Francia e Germania.

Nell’imminenza dell’anniversario dei Trattati di Roma, il dibattito politico si va concentrando sull’Europa a più velocità, o a cerchi concentrici, con una integrazione più ampia per i paesi pronti a procedere, mantenendo ovviamente aperta la possibilità di aderire successivamente a tutti gli altri. Ma il 60° è un’occasione propizia per un esame anche di coscienza sul progetto attuato, rispetto ai segnali di diffidenza e di lontananza che si stanno via via manifestando. Non prenderli sul serio sarebbe un segno di non responsabilità. Per riuscirvi, però, è necessario che l’Europa recuperi la sua anima, il senso della sua Storia e della sua identità, che non può essere né solo economico e finanziario, e neppure solo politico: le pure convenienze, senza anima, non fanno coesione.

MASSIMO VENTURELLI 23 mar 2017 08:20