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Brescia
di REDAZIONE 08 ott 16:37

Una città dalle radici cristiane

Lasciata la chiesa parrocchiale di San Faustino, il vescovo Tremolada si è recato in piazza Loggia per rendere omaggio alle vittime della strage del 28 maggio 1974. Lo ha fatto soffermandosi davanti alla stele dei caduti. Da qui - accompagnato dal "mondo della sofferenza" come lui stesso ha fortemente voluto - è arrivato in piazza Paolo VI dove lo attendeva il sindaco Emilio Del Bono

Lasciata la chiesa  di San Faustino, il vescovo Tremolada si è recato in piazza Loggia per rendere omaggio alle vittime della strage del 28 maggio 1974. Lo ha fatto soffermandosi davanti alla stele dei caduti. Da qui, accompagnato dal "mondo della sofferenza" come lui stesso ha fortemente voluto, è arrivato in piazza Paolo VI dove ha accarezzato i volti dei bresciani accorsi per conoscerlo, concedendosi a tutti, stringendo la mano a chiunque gliela porgesse. Un'infinita tenerezza ha pervaso la piazza. Placate le voci, davanti alla Catedrale, ha preso la parola il sindaco Emilio Del Bono che a nome della città ha salutato il vescovo Tremolada:

"Caro vescovo PIerantonio, benvenuto nella nostra Brescia. Qui troverà una città viva, orgogliosa del suo passato ma anche protesa verso il futuro. Brescia è una città con migliaia di anni di storia, che ha attraversato i secoli sempre con spirito battagliero ma anche con una grande arte e spiritualità diplomatica. La città ha combattuto ma ha anche stretto accordi di pace. Ha vissuto stagioni di carestia, ma anche di ricchezza e di opulenza. Brescia ha solide radici identitarie ma anche una sorprendente capacità di accoglienza e di paziente integrazione".  Del Bono ha poi ricordato come la città, nel secolo scorso, abbia saputo fra crescere solide radici industriali e manifatturiere. "Oggi  - ha evidenziato il sindaco - Brescia è sempre più aperta a nuove vocazioni tra cui spiccano quelle dei servizi, della cultura, della scuola, dell'università, della sanità, del turismo, della creatività". Rivolgendosi direttamnente al Vescovo il sindaco ha sottolineato come Brescia non sia estranea da "paure e timori per i grandi cambiamenti che ha di fronte, che ha vissuto e che vive anche difficoltà nell'integrazione delle nuove popolzioni che la abitano". La crisi economica ha creato problemi occupazionali non indifferenti ha inoltre  ricordato il Sindaco, mentre riferendosi ai giovani ha sottolineato come questi, "seppur carichi di idee, siano in cerca di punti di riferimento solidi". "Troverà anche la povertà - ha aggiunto Del Bono - quella materiale e quella spirituale, ma sopratutto troverà una città coraggiosa  che sa prendere su di sé le sfide. Che sa vincerle con la pazienza della crescita e il senso del cammino". A Brescia il vescovo Tremolada "troverà uno splendido tessuto di volontariato, una tradizione oratoriana vivace, aggregazioni giovanili belle e aperte alla società" "Caro vescovo - ha chiosato Del Bono - troverà una città dalle radici cristiane ma mai bigotta, sempre capace di interazione con il mondo che cambia: la città di Paolo VI, del Concilio Vaticano II , del dialogo e che si è sempre riconosciuta in queste belle parole di papa Montini: 'Carità e verità non sono nemiche, come non lo sono la scienza e la fede, il pensiero umano e il pensiero divino, l'etrema eleborazione critica e l'estrema semplicità mistica'. In sintesi , la nostra è una città di provincia ma con lo sguardo rivolto a un orizzonte universale. Caro vesvoco sono certo che il suo cammino insieme a noi sarà intenso, proficuo ed entusiasmante. Siamo felici ed emozionati del suo arrivo. Sono certo che lei saprà essere protagonista di unaltro pezzo del nostro cammino da fare tutti insieme".

Il vescovo Tremolada non ha mancato di ringraziare il Sindaco per le parole pronunciate e, prima di varcare la soglia della cattedrale, si e è fermato per salutare la folla che gremiva piazza Paolo VI:

"Fin d'ora vi ringrazio per questa accoglienza, per questo affetto e domando al Signore la grazia che d'ora in avanti si possa davvero camminare uniti. Le forze di bene che sono qui rappresentate troveranno piena collaborazione in me per quanto io possa decidere e fare. Dobbiamo davvero camminare uniti. Le sfide sono grandi ma possiamo fare grandi cose. Vedo tante associazioni, tanti movimenti: li ringrazio perché sono il segno di una Chiesa viva e questo significa che la volontà del Signore sta operando". 



REDAZIONE 08 ott 16:37