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Ospitaletto
di REDAZIONE 08 ott 12:29

L' abbraccio della terra bresciana

Da Urago d'Oglio a Ospitaletto: tanta la gente che ha voluto stringersi attorno al vescovo Tremolada nei suoi primi passi nella terra bresciana

Anche se il parroco l’ha definita una piccola parrocchia della Bassa, Urago d’Oglio non si è certo risparmiata in affetto, entusiasmo e partecipazione per far comprendere al vescovo Tremolada che quel “ti vogliamo già bene” giuntogli da Brescia subito dopo l’annuncio della sua nomina, non era pura retorica.

Urago d'Oglio. E così sono stati tanti a prendere spazio sul percorso cha ha condotto il corteo vescovile dal ponte sull’Oglio, che segna l’inizio della terra bresciana - quella stessa terra che il vescovo Pierantonio ha baciato al suo arrivo a Urago d'Oglio - alla piazza antistante la bella parrocchiale. Qui, dopo un momento di preghiera davanti all’altare del Santissimo è toccato al parroco, don Vincenzo Arici, esprimere al vescovo Tremolada la gioia per questo primo incontro: “Carissimo Vescovo Pierantonio, la comunità cristiana di S. Lorenzo e i fedeli provenienti dai paesi vicini, le porgono il loro più caloroso benvenuto. Oggi entra nella vasta diocesi bresciana attraversando la semplice porta di una piccola parrocchia della Bassa, e non vorrei forzare il senso delle Scritture affermando che, in questa felice circostanza, ci sembra di sentire l’eco della profezia di Michea riportata dall’evangelista Matteo: 'E tu, Betlemme di Giudea, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te infatti uscirà un capo che pascerà il mio popolo'. E oserei aggiungere che 'oggi si compie questa parola che avete udita con i vostri orecchi'. Infatti, Eccellenza, fra poco uscirà da questa terra di Urago per divenire pastore e guida di quella porzione eletta del popolo di Dio che è in Brescia. Non tema, perché in tale opera non è solo! Il gregge a Lei affidato ha pregato in attesa di quest’incontro e continuerà a farlo affinchè Pastore e popolo possano camminare sicuri sulle strade indicate dal Signore. Grazie, Vescovo Pierantonio. Buon apostolato in mezzo a noi!".Al parroco ha fatto seguito il sindaco, Antonella Podavitte, che non ha mancato di sottolineare come le parole di affetto, di stima, di riconoscenza per quello che ha fatto negli anni del suo servizio alla Chiesa di Milano e anche il rincrescimento con cui tanti dalla diocesi ambrosiana hanno sottolineato il distacco da mons. Tremolada, sono la prova che quello che papa Francesco ha voluto donare alla Chiesa bresciana sarà un grande Vescovo: "Le esprimo tutto il nostro affetto e la nostra gioia. Ci accostiamo a lei con grande rispetto. La sua cultura biblica unita alla sua sensibilità e umiltà la aiuteranno ad affrontare la sua nuova missione. Con l’auspicio di camminare insieme illuminati dalla grazia di Dio". Dopo aver ascoltato i discorsi del parroco, del presidente della provincia e del sindaco, mons. Pierantonio ha salutato così i fedeli:

"Urago d'Oglio per me è sempre stato un cartello con i km, adesso è una realtà che segnerà per sempre la mia vita. Da qui ho iniziato il mio percorso per intraprendere il cammino in questa nobile e grande diocesi.  Ringrazio don Vincenzo per la citazione biblica curata e precisa.  Ringrazio anche il presidente della Provincia per il dialogo e la collaborazione.iHo già sperimentato i valori di questa Diocesi.  Ringrazio di cuore per quersta collaborazione che è uno dei grandi valori di questa terra.  Non abbiamo molto tempo, ma avremo modo di rivederci.  Vi do una benedizione nel nome del SIgnore che ci ha regalato una bellissima giornata. Grazie e alla prossima".


Chiari. Nonostante i rigidi tempi del protocollo il Vescovo non si è sottratto all’abbraccio della gente di Urago d’Oglio, prima di riprendere il cammino alla volta di Chiari. Qui, in piazza Zanardelli, c’è stato il secondo abbraccio. Dopo avere sostato in preghiera nella parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita. Mons. Tremolada ha ascoltato le parole di benvenuto  del parroco, mons. Rosario Verzeletti che rivolgendosi al Vescovo lo ha invitato ad accogliere "il benvenuto cordiale ed affettuoso della  parrocchia dei santi Faustino e Giovita di Chiari, la comunità più numerosa della Diocesi, con i Sacerdoti, i Salesiani di san Bernardino, le Suore, il Consiglio Pastorale, gruppi ed associazioni varie, i giovani e i bambini, le famiglie e tutti i presenti qui convenuti per Lei e per camminare insieme con Lei. Siamo contenti di averla qui come Apostolo di Cristo, come Pastore della Chiesa, come Vescovo eletto dallo Spirito Santo, come Padre e dispensatore dei divini misteri, dei suoi doni e della Parola di Dio. A nome di tutti, comunità e Sacerdoti, un grazie festante e un augurio di bene, professando la nostra disponibilità. La accompagniamo con la preghiera, l’affetto e la stima. Grazie, monsignor Vescovo, grazie ancora ed auguri" .Nelle parole del vicesindaco Maurizo Libretti, invece, i sentimenti di gratitudine e di gioia della comunità civile: “E' con vero piacere, sincera gioia ed emozione profonda, che Le rivolgo a nome mio, dell’Amministrazione Comunale, e di tutta la città di Chiari, un caloroso benvenuto. Siamo orgogliosi che per il Suo ingresso in Diocesi abbia scelto di fare tappa anche nella nostra comunità. Abbiamo così la possibilità di manifestarle da subito il nostro affetto e di presentarle la nostra città. I bresciani sono un popolo laborioso che talvolta dà l’impressione di essere introverso o poco accogliente. Le assicuro che da noi troverà una città sicuramente laboriosa e vitale, ma anche solidale, generosa, ospitale. Attenta ai bisogni del mondo, ricca di associazioni, culturali, sportive, sociali, patria del volontariato, di iniziative di comunità. A Lei Eccellenza un sentito augurio perché il suo ministero possa dare una risposta al bisogno di fiducia, di autenticità e di bellezza di cui le nostre comunità hanno bisogno, con una particolare attenzione ai giovani, e agli oratori ma anche alle scuole ed alle associazioni, alle comunità parrocchiali, perché quel mondo annunciato da Papa Francesco possa giorno dopo giorno diventare realtà. A tale proposito mi permetta in Sua presenza di volgere un auspicio al clero, ai religiosi, ai laici e a tutti coloro che collaborano nelle attività della Città a rinnovare l’impegno affinché, ciascuno nel suo ruolo e nella sua autonomia, possa sempre collaborare per il bene della comunità, così come c’insegna e ci dà testimonianza la secolare tradizione della nostra gente. Carissimo Vescovo Pierantonio, nel rinnovarle il cordiale saluto della città di Chiari le auguro, pertanto, buon lavoro. Che la Sua missione pastorale in terra bresciana possa essere proficua, e ricca di frutti umani e spirituali!".

Il vescovo Tremolada ha poi ricambiato il saluto:

"E ' un piacere essere qui lungo questo tragitto che ci sta portando nel cuore di Brescia. Il Signore ci ha donato una giornata magnifica, siamo stati baciati dal sole, e forse anche questo è un modo attraverso il quale il Signore ci dice che è felice con noi di iniziare questo cammino. Ho ascoltato parole molto belle di fede, solidarietà, ospitalità, lavoro. Più conosco questa diocesi, questa città, questa provincia, più mi rendo conto che è così. Ci sono grandi valori che dovremo coltivare sempre insieme".


Coccaglio. Altra tappa festante a Coccaglio, dove il vescovo Tremolada è arrivato davanti alla parrocchiale di Santa Maria Nascente. Proprio a Maria Nascente è stato accolto dal  parroco, don Gian Franco Rossi e dal sindaco Franco Claretti: "Caro vescovo Pierantonio - ha esordito il parroco - benvenuto nella nostra comunità parrocchiale di Coccaglio. La nostra chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Maria Nascente quindi credo sia bello e significativo che nel suo cammino verso la chiesa cattedrale di Brescia mettiamo Lei e il suo servizio pastorale alla nostra diocesi sotto la protezione della Madonna. Maria è la donna del si quotidiano alla volontà del signore. E' la donna dell'obbedienza e del servizio. I coccagliesi sono molto devoti a Maria bambina, pertanto l'accompagneranno con la loro preghiera. La nostra comunità parrocchiale è una comunità vivace, impegnativa, aperta, che avrà modo di conoscere. Dall'alto ci guarda e ci accompagna il monastero dell'Annunciata luogo a noi molto caro e che ha dato molto dal punto di vista spirituale e culturale al nostro cammino di comunità cristiana, grazie anche alla presenza per molti anni di Padre Turoldo e di Ermes Ronchi. Auguriamo a lei di fare una bella esperienza in mezzo a noi e le assicuriamo il nostro sostegno e incoraggiamento". Parole di gratitudine per il saluto alla comunità sono state espresse dal Sindaco: "Benvenuto a Coccaglio! Venendo fra noi in questa occasione, e prima ancora di assumere la guida della Diocesi, ci ha reso un particolare onore di cui siamo consapevoli e grati. Perché la sua presenza, in questa piazza, fra la Vecchia Pieve e la nostra Parrocchia,  esprimendo vicinanza e desiderio di condivisione,  ci ha consentito di conoscere in anticipo alcuni aspetti del Suo modo di essere, del suo tratto,  che  - presumo- connoteranno lo stesso ministero episcopale. Se sono nel giusto, e credo davvero di non sbagliare,  in questo modo  ci ha proposto un “assaggio” del tipo di testimonianza che intende offrire. E, considerato che in genere, al primo incontro fra sconosciuti ci si limita ai convenevoli,  anche questo mi pare un segno di attenzione apprezzabile. Proprio pensando all’imminente inizio del Suo episcopato in terra bresciana mi viene spontanea un’ulteriore riflessione.   In questo periodo storico, forse più che in passato, venute meno le certezze di un tempo ogni vocazione rappresenta una sfida. E  certamente  (con riferimento alla Sua) proporre il messaggio evangelico, rimarcarne l’attualità e, soprattutto, rendere testimonianza di ciò in cui si crede presuppone davvero un coraggio ed una energia  che solo un’Altissima Ispirazione può infondere. E sin dai primi istanti dell’odierno incontro mi è parso evidente che in aggiunta ai solidi principi Ella, monsignore, esprima anche questa inclinazione alla sfida. Accoglierla a Coccaglio prima ancora del Suo ingresso in Diocesi è quindi, per me e per l’intera comunità Coccagliese, uno straordinario privilegio. Ed anche per questo con l’augurio di una lunga permanenza e di un ministero fecondo, nell’esprimerle  sincera gratitudine, l’assicuro della nostra affettuosa e continua vicinanza".

Insieme, dopo la sosta per un breve momento di preghiera nella parrocchiale, gli hanno rivolto l’invito a tornare all’ombra del Monte Orfano, per la festa patronale dei Santi Maurizio e Giacinto.Nonostante il poco tempo a disposizione il vescovo ha voluto ricambiare il calore e l’affetto della gente accorsa:

"Vi ringrazio di cuore per la calorosa accoglienza in questa giornata che difficilmente dimenticherò, qui davantI a questa bellissima Chiesa, questa grande facciata maestosa con alle spalle l'antica Pieve. Sono realtà che sto imparando a conoscere, del resto è il mondo che amate. Piano piano comincerò ad amarlo insieme a voi. Don Gianframco ci ha parlato della Beata Vergine Maria a cui siete molto legati e vi ringrazio di aver deciso di affidare a lei il mio ministero perché è difficile trovare mani migliori a cui affidarsi. Il sindaco ha parlato di sfide. Devo dire che a me piace affrontarle ma credo si debba farlo con umiltà, senza la pretesa di risolvere  tutti i problemi. Non dobbiamo avere paura. Quello che abbiamo davanti lo possiamo sempre affrontare con l'aiuto di Dio, insieme"

Rovato.  Situazioni analoghe si sono registrate anche a Rovato, nel corso della sosta alla chiesa di San Giovanni Bosco, dove sono stati il parroco don Gianmario Chiari e il sindaco Tiziano Belotti ad accogliere il vescovo Tremolada. "Carissimo vescovo Pierantonio - sono state le prime parole del parroco - siamo molto felici di accoglierla. Si trova in questa comunità di 20mila abitanti, 8 parrocchie alcune di lunga traxdizioni storica,. Stiamo lavorando per costruire l'unità pastorale. La nostra zona è stata la prima a mettere in pratica nel 2004 il progetto diocesano di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Il cammino, adesso, procede bene con il coinvolgimento e la prtecipazione attiva degli adulti nelle parrocchie abbiamo una forte ricchezza di volontariato nei settori ecclesiali e civili. Significativa è la presenza delle associazioni cattoliche: Azione cattolica, Agesci, Caritas che offrono un bel servizio a molteplici situazioni". Ha preso subito dopo la parola il sindaco che ha sottolineato come la terra bresciana sia "forte, capace, caparbia, laboriosa ma severa ed esigente, oltree che generosa di cuore ed accogliente. La ringrazio per essersi fermato qui nella parrocchia di don Gianni dove si intersecano, interagiscono e convivono le persone venute da ogni parte del mondo. Questa è una vera parrocchia di confine e la gente, fortificata da una sana vocazione cristiana, ha saputo accogliere indigenti e bisognosi di ogni provenienza". Ed e' di accoglienza che ha parlato il vescovo Tremolada:

"Voi avete un bel compito, siatene fieri, il Signore vi sta chiedendo di essere un po' avanguardia. E' un compito impegnativo ma molto prezioso. Vi auguro di saper sostenere bene questa sfida che tocca ambiti importanti della vita. Parole come accoglienza, ospitalità e rispetto aiutano a costruire una comunione vera tra persone. E' questo uno dei compiti che il Signore ci ha dato. Voi, credo. riceverete una grazia speciale perché siete nella situazione di dover affrontare questo compito in un modo unico e per questa ragione mi siete già particolarmente cari. Laddove le sfide sono impegnative, allora lì l'affetto deve essere ancora maggiore"

Ospitaletto. Anche a Ospitaletto, prima dell’incontro con i giovani, mons. Tremolada davanti alla parrocchiale ha ricevuto il saluto del parroco don Renato Musatti e del sindaco Giovanni Battista Sarnico. "Carissimo Vescovo Pierantonio, un saluto cordialissimo. Siamo veramente contenti - sono state le prime parole del Parroco -  di questa sosta nella nostra Parrocchia e in questo nostro paese, nel suo cammino verso Brescia, verso la Cattedrale dove inizierà la sua presenza in mezzo a noi come nostro Pastore e Guida. Ci è dato un grande dono: poter vedere il suo volto da vicino… non possiamo salutarla personalmente ma possiamo vedere il suo volto. E vedere significa ‘rendere caro’ questo volto, lasciare che entri nel cuore; rendersi consapevoli che questo volto andrà incontrato e conosciuto, cogliere che questo volto inciderà profondamente, da oggi in poi,  nel nostro essere cristiani e nel nostro essere Chiesa. Allora possiamo dirle, con le stesse parole che lei ha rivolto a noi, che già le vogliamo bene. Passa in una comunità bella, viva nella fede, che stà tentando di incontrare e creare legami di fraternità con i molti arrivati in questi ultimi anni. Siamo un paese, con tutti i problemi della periferia, ma che ancora stà crescendo e ringiovanendo. Abbiamo, in proporzione, numeri elevati di bambini e giovani e quindi giovani famiglie. Sono questi che interpellano fortemente la comunità cristiana che stà pensando e costruendo cammini per andare e incontrare e dire a tutti ‘ci state a cuore’. Le chiediamo, caro Vescovo Pierantonio, che con quella Parola di vita che tutti amiamo ma che  a Lei è stato dato di portare in modo singolare nella mente e nel cuore, ci aiuti a tracciare un duplice cammino: ci dica ‘Gesù’, ci dica sempre con forza Chi è il Signore della nostra vita; non abbia timore ad invitarci a seguirlo trovando in Lui la pienezza della nostra umanità, di donna e di uomo. E, inoltre, con la Parola ci aiuti a tracciare se non strade almeno sentieri nuovi per dire, oggi e a tutti, la bellezza del Vangelo di sempre. Auguri di ogni bene nel Signore. Buon cammino, insieme, caro Vescovo Pierantonio".

Dal Sindaco, invece, il grazie per avere scelto la tappa di Ospitaletto per incontrare il mondo dei giovani, segno di futuro e di speranza per la  comunità: "E' un grande onore poterLa ricevere insieme a tutta la comunità civile. Le rivolgo il saluto mio personale, insieme a quello di tutti gli Assessori ed i Consiglieri Comunali. La Sua presenza, insieme a tantissimi giovani, è un grande segno di speranza per il futuro della nostra comunità. Una comunità accogliente, che ha scritto nel nome la sua origine: “Ospitaletto”, luogo in grado di offrire ospitalità ai viandanti e viaggiatori; quindi, benvenuto tra noiMonsignor Pierantonio. Una comunità aperta alla vita: siamo il paese della Provincia con il più alto indice di natalità! Ospitaletto ha vissuto uno sviluppo straordinario, con il contributo decisivo della tradizione cristiana, anche attraverso figure di spicco delmondo cattolico, con uno sguardo rivolto al sociale (mons. Rizzi, don Battista Belloli, figura di resistente e fondatore Anspi, don Giulio Gatti che ha forgiato tre generazioni di amministratori, don Pietro Pea, don Mario Pasini, fondatore di mezzi di comunicazione e di Cuore Amico -solidarietà missionaria, Don Renato Soregaroli, e di donne e uomini di buona volontà, credenti e non) e che si è tradotto in solidarietà, che ha generato (cooperative del gruppo Fraternità, Acli, San Vincenzo de Paoli, Caritas, Croce verde, AVIS, Protezione civile, associazioni sportive…). Guardiamo a Lei con molta fiducia e Le auguriamo buona missione, rinnovando la collaborazione dell’Amministrazione Comunale per costruire insieme la comunità, mettendo al centro l’uomo, le relazioni ed il bene comune".


REDAZIONE 08 ott 12:29