lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di REDAZIONE 13 apr 10:50

Appello ai parlamentari sui voucher

Si chiede di correggere l’abolizione dei voucher per non farne pagare il prezzo solo agli ultimi

Ai presidenti delle commissioni parlamentari di Camera e Senato, on. Cesare Damiano, sen. Maurizio Sacconi, ai loro colleghi di commissione, ai Parlamentari bresciani. Oggetto: Correggere l’abolizione dei voucher, per non farne pagare il prezzo solo agli ultimi. Invito a deputati e senatori in fase di conversione del D.L. n°25 del 17.3.2017.

Nel corso degli ultimi anni di crisi economica, le associazioni, le parrocchie, gli enti locali, hanno intensificato la loro attività di sostegno delle condizioni di povertà; è aumentata la distribuzione di alimenti ed abiti, il sostegno nel pagamento delle utenze domestiche, l’erogazione di contributi. In alcuni casi, come nella nostra associazione, si è scelto, invece, di riconoscere le capacità delle persone in disagio economico proponendo loro attività lavorative seppure accessorie ed occasionali. In questi casi il voucher lavoro è stato proficuamente utilizzato per la sua elasticità e facilità di utilizzo.

I lavori proposti sono stati limitati alle associazioni ed agli organismi di terzo settore che, in molti casi, hanno creato lavoro o hanno sostituito lavoro svolto da volontari. La nostra esperienza maturata in due anni di attività e quella di molte altre realtà di terzo settore, ci porta ad essere molto critici sulla scelta del governo, che ha ignorato i problemi del settore sociale, delle famiglie, dei servizi sociali dei comuni, che rimangono di fatto senza strumenti utilizzabili per pagare le forme di lavoro realmente accessorio, occasionale e temporaneo. Scelta avvenuta mentre la Commissione Lavoro stava discutendo alcune modifiche alla legge in vigore. Ci sono almeno tre buone ragioni per considerare utile lo strumento dei Voucher correttamente utilizzati.

  1. Sono un efficace strumento di contrasto al lavoro nero perché forniscono una tracciabilità, utile anche alle verifiche che INPS e Ministero del lavoro debbono e possono fare. Con la loro diffusione, è cresciuta, nella società, la cultura della legalità, sia tra i lavoratori che tra i datori di lavoro. Certo è necessario un razionale controllo pubblico per contrastarne l'uso distorto. Con l’abolizione totale si è fatto un rapido passo indietro verso il lavoro nero.
  2. Consentono, grazie alla loro flessibilità di impiego e facilità di gestione di dare legalità ai lavori occasionali di molte persone che non sarebbero in grado di assumere impieghi più duraturi e continuativi. Studenti, uomini e donne che per problemi contingenti, di famiglia e/o di fragilità personale fisica e psichica, hanno ridotte possibilità di trovare lavoro, senza voucher, non avranno più neppure la possibilità dei piccoli redditi.
  3. Per il settore dell’associazionismo, del non-profit e per la pubblica amministrazione (in particolare per i comuni) sono uno strumento di attivazione sociale. Dare un lavoro retribuito, ancorché temporaneo, piuttosto che erogare un contributo economico a persone e/o famiglie in difficoltà a causa della protratta disoccupazione, è un modo utile per sostenere ed accompagnare anche il riscatto personale e ridare dignità e fiducia alle persone.

Il 17 marzo 2017, con il Decreto Legge n° 25 di tre soli ed asciutti articoli, si è spazzata via la storia dei Voucher scritta inizialmente dal Prof. Marco Biagi, sostenendo che era necessario abolirli per contrastare pratiche elusive. Era più utile che la politica lavorasse per costruire e valorizzare strumenti e regole capaci di accompagnare situazioni ed esigenze diverse della società, ed impegnarsi per il loro controllo e rispetto e non limitarsi a cancellare il presente, prima di avere individuato soluzioni alternative.

Il prezzo di questa cancellazione è pagato ora solo dagli ultimi, gli unici che non hanno la possibilità e la forza di negoziare alternative. Ora il Parlamento è chiamato a convertire il decreto legge 25/2017, lo può votare così com’è o apportare delle modifiche. Ci permettiamo di sottoporre due piccole proposte che potrebbero aiutare le persone che con i voucher cercavano di campare, ad avere almeno uno scivolo di accompagnamento ad una nuova forma contrattuale o a nuovi strumenti flessibili che ci auguriamo possano essere introdotti.

  1. Modificare il punto 2 dell’articolo 1, prevedendo un termine diverso dalla data del 17 marzo 2017 per la fine della richiesta di acquisto dei buoni (esempio fine maggio) e mantenendo sempre il 31 dicembre 2017 come termine finale di utilizzo.
  2. Limitare, in questo arco di tempo, a poche categorie, ad esempio alle famiglie, all’associazionismo, al non-profit, ed alla pubblica amministrazione la possibilità di acquisto dei voucher. A coloro cioè che mai potrebbero offrire un lavoro stabile, ma spesso attività occasionali e temporanee e che lo vorrebbero fare nella legalità.

Nutriamo la ferma speranza che coloro che hanno la responsabilità di decidere abbiano la sensibilità di pensare anche ai più deboli della nostra società.

Hanno sottoscritto l’appello dell'Associazione dignità e lavoro: Acli provinciali di Brescia, Associazione Amici degli artisti bresciani, Associazione Solidarietà Viva Brescia, Associazione Mandacarù Brescia, Associazione “Il Baule” Brescia, Avis provinciale di Brescia, Cisl Vallecamonica, Centro Servizi Volontariato Brescia, Fondazione Casa di Dio Brescia, Forum Provinciale Terzo Settore Brescia, Gruppo lavoro solidale circolo Acli Rodengo Saiano, Congrega della Carità Apostolica, Centro oratori bresciani

REDAZIONE 13 apr 10:50