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Brescia
di REDAZIONE 06 set 08:24

Il caso di Sofia diventa nazionale

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La morte per malaria cerebrale avvenuta agli Spedali Civili di Brescia della bambina giunta in condizioni disperate da Trento sotto la lente d'ingrandimento del ministero della Salute. Ci si interroga sulla dinamica del contagio. A nulla sono serviti gli sforzi del reparto di rianimazione pediatrica dell'ospedale cittadino

Il caso di Sofia, la bambina di quattro anni deceduta nei giorni scorsi agli Spedali Civili di per malaria cerebrale, la forma più grave della malattia, diventa nazionale. Il ministro della salute Lorenzin ha infatti disposto un’inchiesta. La piccola – originaria di Trento – era arrivata a Brescia in elisoccorso nel pomeriggio di sabato 2 settembre dall’Ospedale Santa Chiara di Trento, dove era stata ricoverata la mattina stessa e versava in stato di coma. Il trasferimento si era reso necessario in quanto l’Ospedale trentino non è fornito di Rianimazione Pediatrica, e gli Spedali Civili di Brescia sono il punto di riferimento in questi casi e in relazione alla presenza in Ospedale di un reparto che si occupa di Malattie Infettive e Tropicali.

I medici bresciani si sono sin da subito prodigati per potenziare la terapia antimalarica già avviata dai colleghi dell’Ospedale di Trento; purtroppo, però, le condizioni della piccola erano già molto critiche e non c’ stato nulla da fare.

L’azienda ospedaliera bresciana ha diramato nelle scorse ore una nota con cui ha comunicato di avere messo in atto tutte le azioni che la normativa in vigore prevede in casi simili: dalla notifica di malattia infettiva inviata all’Ats di Brescia, alla comunicazione relativa all’inchiesta epidemiologica all’Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Ats di Brescia e Regione Lombardia. È stato inoltre spedito all’Istituto Superiore di Sanità, prosegue la nota, il (vetrino) per gli accertamenti di competenza del protocollo nazionale. Nella nota, il Civile evidenzia anche che “non è stato necessario procedere ad alcuna azione di profilassi”. Dunque non ci sono rischi di contagio. “La Direzione Aziendale”, conclude quindi il comunicato, “unitamente a tutti i collaboratori partecipa al dolore della famiglia per la gravissima perdita”.

Figlia di una coppia residente a Trento, la bambina era stata in vacanza a Bibione, sulla riviera veneta. La piccola non sarebbe mai stata in un Paese malarico. E la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia. Dunque è ancora mistero su come abbia contratto la malattia.

La bimba ad agosto era già ricoverata in ospedale a Trento per un esordio di diabete infantile. Nello stesso reparto erano stati ricoverati anche due bambini del Burkina Faso che, di ritorno da un viaggio nel Paese d'origine, avevano manifestato i sintomi della malaria, ma, assicurano dalla struttura sanitaria trentina, non c'era stato alcun contatto con la piccola Sofia

Tra le ipotesi al vaglio dei responsabili dell’inchiesta avviata dal ministro Lorenzin c’è anche quella che la piccola possa avere contratto la malaria in ospedale, a Trento.

La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles, per altro non presente in Italia.

Se venisse confermato, sarebbe il primo caso registrato in Italia da oltre 30 anni. Lo conferma Giampiero Carosi, infettivologo dell'università di Brescia, secondo cui l'ipotesi più probabile è che una zanzara abbia punto qualcuno infetto, magari dopo un viaggio, e poi abbia trasmesso il plasmodio alla bimba.

La malattia è diffusa prevalentemente nell'Africa Sub-sahariana, in Asia, in America centrale e del Sud. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo e al momento non si esclude che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagaglio.

Il reparto dell'ospedale di Trento in cui era stata ricoverata la piccola Sofia come da prassi è stato sottoposto a disinfestazione. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha chiesto una relazione all'Assessorato alla salute della Provincia Autonoma di Trento e ha inviato un gruppo di esperti presso l'ospedale Santa Chiara di Trento per accertare le modalità del contagio.

Anche la politica ha fatto sentire la sua voce sul caso. "Sono molto addolorato per la morte della bambina - ha affermato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera - .Mi preme, però, sottolineare e rassicurare i cittadini lombardi sul fatto che non sussiste alcuna emergenza malaria nella nostra regione".

REDAZIONE 06 set 08:24