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Brescia
di CHIARA BONERA 13 ott 11:31

Quale futuro per la missio ad gentes?

La trasformazione di cui la nostra società è protagonista sta modificando in modo permanente le missioni

La trasformazione di cui la nostra società è protagonista sta modificando in modo permanente le missioni. Questo il tema attorno attorno a cui si è sviluppata la conferenza “Quale futuro per la missio ad gentes?” svoltasi questa mattina presso l'Università Cattolica di Brescia, nell'ambito del Festival della Missione. Tra gli ospiti il vescovo di Brescia mons. Pierantonio Tremolada, il vescovo di Bergamo e presidente della Commissione episcopale per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, mons. Francesco Beschi, il prefetto alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, card. Fernando Filoni, suor Luigina Coccia, madre generale delle Suore Comboniane, e padre Stefano Camerlengo, superiore generale dei missionari della Consolata.

Nel suo indrizzo di saluto, Tremolada ha spiegato che "Mission is possible è un gioco di parole. Un anglicismo che evidenzia una sfida non impossibile". Per il card. Filoni la "missione non è solo possibile, ma doverosa"

Suor Luigina nel suo intervento ha parlato di una nuova identità per i missionari e, in particolare, per le comboniane: un'identità “liquida”, come la società, sempre in cambiamento in modo rapido, troppo rapido talvolta. Un'identità che oggi è sempre più in crisi: "Bisogna attualizzare i carismi, il che non significa rifondazione, bensì una profonda comprensione del progetto iniziale, perchè la missione è in costante cambiamento".

Le missioni oggi vengono spesso disprezzate, non comprese o ritenute inutili, come ha affermato padre Stefano Camerlengo, superiore generale dei missionari della Consolata. L'obiettivo dei missionari sembra essersi spostato: non si ritiene più necessario un loro intervento nei Paesi del Sud del mondo, poiché esso non è più una terra di “prima evangelizzazione”. Tutto il mondo, Europa compresa, lo è. In questo secolo, la missione deve quindi rinnovarsi, assumere nuove forme mantenendo sempre un punto fisso: l'obbedienza e la fedeltà al messaggio di Cristo. "La Chiesa è come la fontana del villaggio: deve fornire acqua buona. Dobbiamo tornare ad essere evangelizzatori come ci hanno insegnato i Padri fondatori degli Istituti missionari".

CHIARA BONERA 13 ott 11:31