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Castrezzato
di LUCIANO ZANARDINI 08 set 10:10

Il paese colorato di fiori

I Festoni (Feste decennali della Santa Croce) hanno una connotazione aggregativa e festosa, ma non possono prescindere dalle motivazioni teologiche per cui sono nati verso la metà del XIX secolo

Chi passa da Castrezzato non può rimanere indifferente davanti ai fiori di carta che rivestono la chiesa parrocchiale e che colorano le vie e le arcate dei quattro punti cardinali del paese. L’immagine colpisce per la bellezza che evoca ma anche per il lavoro che sottende: un anno intenso di preparativi con la creazione di un comitato ad hoc, un’occasione per fare comunità, per crescere insieme. Senza dimenticare, però, che le Feste decennali della Santa Croce (i Festoni) hanno al centro un protagonista: Cristo. Abbracciare la croce per testimoniare il Vangelo. L’auspicio, nel pensiero del Papa pervenuto alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Castrezzato in una lettera attraverso la Segreteria di Stato, è che “la viva memoria della croce” di Gesù Cristo, “preludio alla sua gloriosa risurrezione, susciti nei fedeli un nuovo slancio per la sequela dell’unico maestro che chiama ad abbracciare ogni giorno la propria croce per cooperare alla edificazione del Regno di Dio e testimoniare il primato dei valori spirituali nell’odierna società”. I Festoni hanno una connotazione aggregativa e festosa, ma non possono prescindere dalle motivazioni religiose e teologiche per cui sono nati verso la metà del XIX secolo. A questo proposito, la comunità si sta preparando da tempo. Sono state proposte quattro conferenze tenute da don Stoppani, da mons. Ovidio Vezzoli e da don Antonio Zani sul senso della redenzione, sulla conversione e sulla riconciliazione, sulla parola della croce. La vera sfida sarà quella di far sì che il frutto dei Festoni, cioè la gioia di scoprire la presenza di Cristo nella quotidianità, continui, perché “le nostre vite – conclude il parroco – hanno bisogno di lui. E le parrocchie esistono per far vedere Gesù, un Gesù vivo e autentico”.

Le radici. Nel 1892 Il Cittadino di Brescia scriveva: “Riceviamo diverse relazioni sulle grandiosi feste di Castrezzato e rileviamo dalle medesime che tutto è riuscito a meraviglia. Gli artistici addobbi della chiesa e le eleganti parature delle contrade, la sfarzosa illuminazione, la musica, le prediche di quel valentissimo oratore che è il Canonico Sancetta, le funzioni religiose coi solenni Pontificali di mons. Nostro Vescovo (Giacomo Maria Corna Pellegrini) e di mons. Rota Vescovo di Lodi, costituirono un complesso degno della straordinaria circostanza. I Vescovi furono ricevuti dalla popolazione festante, fra le salve dei mortaretti…”.

Un comitato. “Durante i primi festoni, il paese – racconta Eleonora Falocchi sul giornale della comunità – veniva addobbato di rose bianche, che venivano realizzate con la carta modello, carta da zucchero o da pacco. Nei festoni risalenti a 20 anni fa le decorazioni erano composte esclusivamente dai nastri, mentre durante i più recenti festoni meravigliosi fiori di carta crespa cerata coloravano il paese”. Utilizzando materiale di riciclo donato e resistente alla pioggia, i fiori sono stati prodotti attraverso l’utilizzo di calze di nylon e abiti usati. Il comitato ha organizzato un concorso per le scuole dove i ragazzi sono stati invitati a realizzare un disegno ispirato al tema “Sguardi su Castrezzato”. Tre le opere scelte: Giulia Carulli ha disegnato una splendida facciata della parrocchiale (utilizzata come copertina nel numero di settembre di “Camminiamo insieme”); Greta Oneda ha raffigurato uno squarcio panoramico della piazza Santa Maria degli Angeli; Gloria Gorlani ha ripreso la torre civica.

Il programma

Sabato 9 settembre l’apertura dei Festoni. Alle 16 il ritrovo della comunità in Piazza Pavoni, l’incontro con le autorità e l’apertura della mostra degli artisti locali. Dopo la benedizione delle arcate ai quattro punti cardinali, la banda musicale di Adro accompagna il corteo. Alle 17.30 l’accoglienza e il saluto al vescovo Luciano in Municipio, poi alle 18.30 la Messa solenne di inizio dei Festoni presieduta da Monari . Partecipa la corale Moladori. Domenica 10 alle 18 la Messa con mons. Olmi. Sabato 16 alle 18 la Messa è presieduta dal vescovo emerito Bruno Foresti. Domenica, infine, sempre alle 18 la Messa solenne con la processione e l’affidamento della comunità a Cristo Redentore. Tutta la settimana resta aperta la chiesa di San Lorenzo per l’adorazione eucaristica (dalle 8.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 19.30).

Gli eventi

Sono molti gli appuntamenti (non solo religiosi) allestiti dalla parrocchia in collaborazione con il comitato organizzatore. Se sabato 9 la cena sotto le stelle in piazza inaugura i momenti culinari, da venerdì 14 a domenica 17 in oratorio è aperto lo stand gastronomico. Lunedì 11, invece, alle 20.45 in oratorio lo spettacolo di suor Anna Nobili e della sua scuola di danza Holy Dance: “Non smetto di sognare. Mi lascio amare”. Martedì 12 alle 20.45 le associazioni si raccontano: le ragioni, il senso e il valore dell’impegno solidale. Mercoledì 13 alle 20.45 in piazza la commedia dialettale “I de’ prima dei Festù del Sinquanta” con la compagnia “I Strabangoi”; giovedì 14 alle 20.45 il musical “Il Risorto” della compagnia “Il sogno nel cassetto”. Sabato 16 alle 15.30 presso il campo sportivo la presentazione delle associazioni sportive locali con la partecipazione della ginnasta Lia Parolari e l’esibizione della Bedizzole Marching Band con le Majorettes Stelle Granata.


LUCIANO ZANARDINI 08 set 10:10