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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 30 giu 18:35

Scuola e cooperazione

Mille studenti, 14 istituti, 18 tour cooperativi, 13 lezioni di educazione cooperativa, 3 Bcc coinvolte a supporto dell’iniziativa, 3 consorzi e 24 cooperative aderenti: sono i numeri del progetto “Scuola e cooperazione” promosso da Confcooperative Brescia

A Brescia una delle più innovative progettualità dell’alternanza scuola-lavoro è targata Confcooperative. Mille studenti, 14 istituti, 18 tour cooperativi, 13 lezioni di educazione cooperativa, 3 Bcc coinvolte a supporto dell’iniziativa, 3 consorzi e 24 cooperative aderenti: sono i numeri del progetto “Scuola e cooperazione” promosso da Confcooperative Brescia nell’ambito delle azioni progettuali previste dal protocollo sottoscritto con l’Ufficio scolastico territoriale. Che cosa succede quando si costituisce un’ics (impresa cooperativa simulata)? Le risposte degli studenti sono state entusiasmanti. Qualche esempio? All'Iis Vincenzo Dandolo di Corzano hanno preso avvio due Ics, una si dedicherà alla produzione di marmellate e servizio di catering mentre l’altra produrrà frutta e verdura. Al liceo scientifico Leonardo, fra le tante iniziative messe in atto dall’Ics Assistenza, si segnala la creazione di una webzine, una testata online. Allo Sfraffa, invece, gli studenti hanno optato per le attività di clownerie e intrattenimento rivolte a bambini e anziani in un turbinio intergenerazionale coinvolgente. Al liceo artistico Olivieri si punta sulla creatività in ambito pubblicitario e grafico. Il babysitting sarà invece il settore verso cui verrà posta l’attenzione degli stedenti dell'Itc Bazoli. Obiettivo centrato, quindi: “La scommessa di Confcooperative partita l’anno scorso, anche con qualche preoccupazione - ha sottolineato Valeria Negrini, vice presidente della realtà di via XX settembre – rispetto ai dati raccolti è stata vinta”.

Il rilancio del modello cooperativo passa dalla scuola: “Spesso – ha continuato Valeria Negrini – la cooperazione non è vista come uno degli strumenti economici interessanti e innovativi, nonostante la sua storia secolare, ma farsi riconoscere come occasione vera di sviluppo di una società all’interno delle classi è stato un modo per raccontare un fenomeno importante a livello nazionale, regionale e, ancor più, nel Bresciano. E’ stato così possibile rendere visibile un modo di fare impresa di cui spesso non si parla”.  Il progetto ha trasmesso il portato valoriale del mondo cooperativo come la democrazia interna, la partecipazione egualitaria, la responsabilità individuale che ciascuno si assume, la capacità di mettersi insieme a pensare e a maggioranza scegliere i progetti da portare avanti. Da qui la convinzione che “lo sforzo fatto da tutti sia valso nei risultati numerici, come in termini di contenuto, facendo ben sperare in un prosieguo della collaborazione”. L’Ufficio scolastico territoriale ha avvertito, sin da quando è stato siglato il protocollo, “il coinvolgimento effettivo di chi faceva la proposta nella consapevolezza che non solo offriva un’opportunità ma che coglieva la possibilità di creare una sinergia per il futuro della città”, che è poi lo spirito dell’iniziativa. Ne è convinta Daria Giunti, referente per l'Ufficio scolastico territoriale, che ha sottolineato come “Confcooperative e pochi altri siano stati in grado di cogliere lo spirito del protocollo in termini così fattivi anche per se stessi”.

L’iniziativa non sarebbe stata possibile senza il sostegno delle tre Bcc del Bresciano coinvolte che hanno deciso di scommettere sui giovani: “Credo che quanto è stato fatto sia molto importante per il futuro del nostro territorio” ha infatti sottolineato Vincenzo Gasperi, vice presidente della Bcc di Brescia. Il progetto è stato vissuto da Gasperi anche come dirigente d’azienda che tutti gli anni si trova a confrontarsi con dei giovani stagisti. Da qui il monito agli industriali: “Non lasciateli a fare le fotocopie. Io cerco sempre di coinvolgerli nell’ascolto di quello che i vari funzionari hanno da dire, di come vengono risolti i problemi". E' necesario sfatare il mito di una generazione disinteressata alla formazione e dedita solo al divertimento ha sottolineato Gasperi : "Credo molto in questi ragazzi. Ho avuto modo più volte di conoscere la loro validità”.

ROMANO GUATTA CALDINI 30 giu 18:35