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Brescia
di MASSIMO PESENTI 08 gen 09:44

Parità scolastica: le sfide del 2018

Il presidente provinciale della Fism sottolinea l’importanza di “rimettere al centro dell’agenda del Paese il tema della scuola e, nello specifico, quello della scuola dell’infanzia paritaria” che nel Bresciano “accoglie più di 22mila bambine e bambini”

Quello che ci aspetta è un anno particolarmente intenso ed impegnativo: non che quello appena trascorso sia stato più “semplice”, ma gli appuntamenti del 2018 – a partire da quelli per le elezioni politiche e regionali, senza dimenticare i Comuni che andranno al voto per le elezioni amministrative – ci impegnano a rimettere al centro dell’agenda del Paese il tema della scuola e, nello specifico, quello della scuola dell’infanzia paritaria, che, nella nostra provincia, accoglie più di 22mila bambine e bambini da zero a sei anni.

Scuole. Storicamente, le scuole aderenti alla Fism (Federazione italiana scuole materne) sono nate molti anni fa, alcune addirittura subito dopo l’Unità d’Italia, per volontà delle comunità in cui operano quotidianamente, e assicurano un servizio educativo di alto livello qualitativo: si tratta di un patrimonio pubblico, connotato da un alto valore educativo, culturale e sociale, che individua nel primato del bambino, in collaborazione con la famiglia, la finalità della propria presenza e del proprio agire.

Motivi. Per questi motivi, i contributi pubblici non sono dei “privilegi”, ma sono finalizzati a garantire equità e a consentire alle famiglie, anche alle meno abbienti e non solamente a quelle che più possono sul piano economico, di poter scegliere la scuola per i propri figli.

Sistema. Il nostro sistema scolastico nazionale, infatti, come noto, è formato dalle scuole statali e dalle scuole paritarie, che concorrono compiutamente alla composizione del sistema nazionale di istruzione. E, per quanto riguarda il segmento dell’infanzia, le scuole dell’infanzia paritarie rappresentano un servizio fondamentale e insostituibile.

Finanziaria. Purtroppo, la manovra Finanziaria 2018 ha visto un taglio dei contributi destinati a queste realtà, mettendo sempre più in difficoltà le scuole dell’infanzia paritarie e allargando sempre di più il divario di retta a carico delle famiglie: scuole dell’infanzia paritarie, peraltro, sono le uniche che, in questo momento, assicurano i cosiddetti “poli educativi per l’infanzia” 0-6 anni, ovvero danno risposta all’ultima innovazione educativo/scolastica del nostro Paese. Gli appuntamenti sopra richiamati ci vedranno impegnati, come scuole e come Associazione provinciale, a tutti i livelli, per interrogare le forze in campo e sollecitare risposte concrete, affinché la parità scolastica, già riconosciuta sul piano giuridico, trovi realizzazione anche sul piano economico, sia rispetto all’entità dei contributi sia rispetto ai tempi di erogazione.

Sfide. Tra le sfide più significative, è opportuno ricordare la pista appena avviata e che ci impegnerà profondamente nei prossimi anni: nonostante la scarsissima attenzione da parte del mondo politico, Fism Brescia ha dato vita, grazie all’attenzione e al contributo della Congrega della Carità Apostolica, ad uno specifico fondo di 100mila euro all’anno, per tre anni, finalizzato all’inclusione delle bambine e dei bambini con disabilità: un tema su cui intendiamo mettere in gioco il nostro impegno e le nostre energie, perché coinvolge direttamente la nostra identità e il nostro futuro.

MASSIMO PESENTI 08 gen 09:44